In Sicilia “le retribuzioni nel settore privato non agricolo hanno continuato a salire per effetto di rinnovi e adeguamenti contrattuali ma, in termini reali, non hanno ancora recuperato il calo registrato complessivamente tra il 2008 e il 2023” e cio’, insieme all’ riduzione, incide sul reddito. Lo afferma Bankitalia nel suo “Rapporto sull’economia della Sicilia” presentato oggi a Palermo.
“L’andamento ancora positivo del mercato del lavoro – si legge, tra l’altro, nel Rapporto – ha sostenuto il reddito delle famiglie siciliane che, secondo i nostri tempi, nel 2025 e’ cresciuto del 2,6 per cento a valori correnti. In presenza di un’ aumento lievemente piu’ elevata dell’anno precedente, il reddito in termini reali e’ cresciuto dell’1%. La spesa per consumi in regione e’ aumentata dell’1% per cento, in linea con la media italiana”. Rispetto al 2024 l’aumento del reddito e’ attribuibile soprattutto a un incremento piu’ sostenuto dei prezzi dei beni alimentari (3,3%, da 2,6%) ea un calo piu’ contenuto di quelli dei beni energetici (-2,8% da -8,7%), mentre i prezzi dei servizi sono cresciuti a un ritmo sostanzialmente analogo a quello dell’anno precedente (2%).
Al netto delle componenti più volatili l’inflazione e’ invece risultata sostanzialmente stabile in media annua e pari all’1,9%. “Informazioni sui primi quattro mesi dell’anno in corso – spiegano gli analisti – indicano un aumento dell’ aumento rispetto ai valori di fine 2025, inizialmente di entita’ moderata e poi in accentuazione nel mese di aprile, quando la variazione del Nic (l’indice dei prezzi al consumo) per la Sicilia ha raggiunto il 3,1% (1,1 a dicembre); sull’incremento hanno inciso i marcati rincari dei beni energetici determinati dal conflitto in Medio Oriente”. “In termini pro capite – sottolinea Bankitalia nel rapporto redatto dalla sede di Palermo con la collaborazione delle filiali di Agrigento e Catania – il reddito dei residenti in regione risulta inferiore di circa un quarto rispetto al corrispondente nazionale”

