SERRADIFALCO. La vicenda riguardante il terzo mandato consecutivo del sindaco Leonardo Burgio ha fatto registrare un nuovo capitolo. A scriverlo, mettendo nero su bianco, è stata la Regione Siciliana che ha avviato di fatto la procedura per la rimozione di Burgio dalla carica di sindaco.
L’atto formale è stato inviato dall’assessore alle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, Elisa Ingala, che lo ha concordato con il presidente della Regione Renato Schifani. Burgio è stato diffidato a proseguire il proprio mandato, e gli è stato concesso un termine perentorio di sette giorni per rassegnare le dimissioni.
La questione riguarda il terzo mandato. Burgio è stato eletto per la terza volta di fila a Serradifalco, comune di oltre 5 mila abitanti, ma per la legge regionale ciò è illegittimo. Burgio, tuttavia, sostiene che, a fronte della legge regionale, la sentenza n. 16 del febbraio 2026 della Corte Costituzionale s’è pronunciata, per il resto del territorio nazionale, per il terzo mandato consecutivo per i sindaci di comuni da 5 mila a 15 mila abitanti.
Una vicenda che potrebbe preludere ad un braccio di ferro tra il sindaco di Serradifalco e la Regione, specie se il sindaco non dovesse dimettersi. Al momento ha 7 giorni di tempo per farlo, altrimenti ci penserà la Regione a farlo.
Il sindaco può comunque produrre una memoria difensiva che sarà oggetto di valutazione da parte della stessa Regione, dopo di che si procederà alla definitiva valutazione della sua posizione in ambito regionale. La presa di posizione della Regione è arrivata dopo la lettera che la stessa Regione aveva ricevuto dal Prefetto di Caltanissetta che aveva sollevato l’esistenza di un contrasto normativo nell’elezione a sindaco di Serradifalco di Leonardo Burgio.

