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San Cataldo. Presentato nell’Auditorium Bcc “Gaetano Saporito” il libro Spes22

Redazione 1

San Cataldo. Presentato nell’Auditorium Bcc “Gaetano Saporito” il libro Spes22

Dom, 12/04/2026 - 10:30

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SAN CATALDO. Nell’Auditorium BCC “Gaetano Saporito” di San Cataldo, si è svolta la presentazione di SPES22, una raccolta d’arte, a firma SimplyBook, che raccoglie varie forme d’arte (visive, letterarie e musicali), attorno a un tema tanto universale quanto urgente: la speranza.

Fin dalle prime battute, il dialogo tra il curatore Luigi Bontà e la giornalista Chiara Milazzo si è distinto per chiarezza ed essenzialità. In assenza di tecnicismi superflui, si è assistito ad un confronto diretto, accessibile, capace di accompagnare il pubblico dentro la genesi e il senso del progetto. Bontà ha raccontato senza retorica il lungo percorso che ha portato alla realizzazione della raccolta: un lavoro impegnativo, durato circa due anni, fatto di ricerca, coordinamento e confronto continuo con gli artisti coinvolti, i primi a cui è andato il più sentito ringraziamento. Una sfida non semplice, ma che oggi restituisce una grande soddisfazione: SPES22 è ormai riconosciuto e apprezzato, segno che l’impegno profuso ha trovato un riscontro autentico nella comunità.

Significativi sono stati gli interventi istituzionali, che hanno arricchito il dibattito. Il sindaco Comparato e il vicesindaco Guttilla hanno posto l’accento su due parole chiave: bellezza e comunità. La bellezza non come elemento accessorio, ma come necessità civile, come strumento capace di generare consapevolezza e coesione. E la comunità come spazio vivo, che si nutre di esperienze condivise e di progettualità culturali. In questo senso, SPES22 si inserisce pienamente in una visione di crescita collettiva, dove l’arte diventa occasione di incontro e di identità.

Centrale è stata anche la riflessione sul titolo stesso del progetto. “SPES”, speranza, accompagnato dal numero 22, che richiama un segno distintivo della cultura sancataldese, diventa un simbolo forte, riconoscibile. A questo si aggiunge la suggestiva metafora del cappero: una pianta che cresce in condizioni difficili, tra le rocce, trasformando l’aridità in vita. Un’immagine che ben rappresenta la capacità della speranza di nascere e svilupparsi anche nei contesti più complessi.

Ma perché sperare? È una domanda che ha attraversato l’intero incontro. Sperare significa resistere alla rassegnazione, mantenere uno sguardo aperto sul futuro, credere nella possibilità di cambiamento. È un atto quasi rivoluzionario, soprattutto in tempi segnati da incertezze e fragilità.

E perché farlo attraverso l’arte? Perché l’arte ha una forza unica: riesce a dare forma all’invisibile, a tradurre emozioni e pensieri in linguaggi condivisi. Attraverso l’arte, la speranza non resta un concetto astratto, ma diventa esperienza concreta, percepibile, capace di toccare corde profonde e di creare connessioni tra le persone.

SPES22 si configura così come un progetto corale, frutto di un lavoro condiviso. Un esperimento pilota, indetto e promosso dalla casa editrice, che si può definire pienamente riuscito, non solo per la qualità dei contenuti, ma per la partecipazione e il coinvolgimento generati. E proprio per questo, appare già come un modello replicabile, un punto di partenza per nuove iniziative che sappiano coniugare cultura, territorio e visione.

In definitiva, la serata, allietata anche da intermezzi musicali di alto livello del Coro Diapasong (diretto dal Maestro Gabriele Ferrara), ha lasciato, indistintamente, questo messaggio: la speranza, quando è coltivata insieme, può davvero diventare motore di bellezza e di comunità. Il volume è acquistabile in tutte le librerie d’Italia e in tutti gli store digitali.

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