Nel cuore della Sicilia, la città di San Cataldo si prepara a vivere uno dei riti pasquali più significativi del Mediterraneo, dove tradizione, fede e patrimonio artistico si intrecciano in un’esperienza di forte valore identitario.
Dal 29 marzo al 5 aprile 2026, la “Settimana Santa” sancataldese trasformerà l’assetto urbano in un grande palcoscenico a cielo aperto, coniugando devozione, scultura ottocentesca e linguaggi espressivi contemporanei.

A definirne l’identità sono le opere e i maestri che ne hanno segnato la storia: le monumentali “Vare” del Giovedì e Venerdì Santo, realizzate alla fine del Ottocento dai fratelli Malecore, e i “Sanpauluna”, apostoli alti oltre tre metri, creati tra il 1846 e il 1852 da Michele Butera.
Le radici della rappresentazione affondano in testi di grande valore storico: Ricordiamo Benedetto Arro di Noli, autore nel 1925 de “Il sesto atto della della passione di nostro Signore Gesù Cristo”, e Francesco Medico, che nel 1845 scrisse “A Scinnenza”, rappresentata ininterrottamente dal 1860.
Nel tempo il calendario è stato rimodulato per valorizzare i diversi momenti della Settimana Santa, mantenendo un equilibrio tra rappresentazione e raccoglimento.
<<Come ogni anno, San Cataldo accoglie una delle manifestazioni più sentite del territorio – ha evidenziato il sindaco Gioacchino Comparato. La Settimana Santa è un momento identitario che unisce religione, cultura e tradizione, rafforzando il legame della comunità con le proprie radici. Quest’anno la rassegna si arricchisce di novità artistiche e progetti inclusivi, confermando il ruolo della città come punto di riferimento per i San Paoloni in Sicilia>>.
Il programma si sviluppa lungo l’intero arco della Passione.
Il Lunedì Santo si apre con la rappresentazione dell’Ultima Cena”, prologo della settimana.
Il Martedì Santo si svolge la processione dei “Piccoli Misteri”, iniziativa avviata nel 2019 che conta oggi 28 simulacri, con l’obiettivo simbolico di raggiungere quota 33.
Il Mercoledì Santo va in scena “Il Pretorio”, evento recitato dal vivo: oltre 200 figuranti danno vita al “Processo a Gesù”, con legionari romani e la corte di Erode, fino al giudizio di Pilato.
Il Giovedì Santo, tradizionale processione “di “Sangiuvannuzzu” e “l’Addolorata”, seguita dallo storico pianto di Maria.
Il Venerdì Santo, ore 6:30 il “Mattutino”, processione del Cristo morto sul “Cataletto” con tradizionale incontro con l”’Addolorata” e “San Giovanni”. A seguire l’omelia del vescovo della diocesi.
Ore 11:00 – “Processione dei Misteri” a cura dell’associazione “Giuseppe Amico Medico”
Ore 20:00 – La “Scinnenza”, evento che segna una delle principali novita del 2026 con la perfomance dal vivo e accompagnamento orchestrale e canto lirico, sotto la direzione dell’associazione “CristoRevolution”.
La Domenica di Pasqua si conclude con la corsa dei “Sampauluna”, momento di forte partecipazione popolare (a cura dell’associazione “Giuseppe Amico Medico”.
<<Il nostro impegno è custodire e tramandare questo patrimonio – ha rimarcato la presidente dell’associazione CristoRevolution, Veronica Ferrara – coinvolgendo le nuove generazioni e rendendo l’evento sempre più accessibile e partecipato. Sono previsti spazi riservati, servizi dedicati e percorsi guidati per cittadini e visitatori. Particolare attenzione è stata riservata all’inclusione, ha aggiunto la presidente. Anche per il 2026 è stata introdotta l’integrazione della Lis (Lingua dei Segni Italiana) nei principali eventi.>.
Sul versante turistico, il segretario della Pro Loco, Giuseppe Cammarata ha sottolineato che <<per la prima volta l’associazione ha avviato un gemellaggio con il comune di Impruneta (FI). Le delegazioni saranno presenti per tutta la settimana, contribuendo alla promozione del territorio e delle sue eccellenze>>.
A chiudere la presentazione, il messaggio dell’Arciprete di San Cataldo, don Alessandro Giambra: <<La Settimana Santa è un’esperienza viva, in cui la comunità si riconosce e ritrova il senso profondo della propria fede. In questi riti si riflettono anche le sofferenze del nostro tempo, ma soprattutto la speranza che non viene meno. È un cammino condiviso che invita ciascuno a riscoprire un messaggio di pace e di rinascita, oggi più che mai necessario>>.

