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Femminicidio Sara Campanella, la mamma: “Da un anno viviamo l’inferno in terra e lo vivremo per sempre”

Redazione 3

Femminicidio Sara Campanella, la mamma: “Da un anno viviamo l’inferno in terra e lo vivremo per sempre”

Mar, 31/03/2026 - 11:07

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“Da un anno viviamo l’inferno in terra e lo vivremo per sempre”. Lo dice Cetty Zaccaria, mamma di Sara Campanella, la studentessa di Misilmeri (Palermo) uccisa il 31 marzo 2025 a Messina, all’uscita dalla lezione, da un collega del corso di studi di Tecnologie biomedicali. In un’intervista al Giornale di Sicilia, Zaccaria, maestra della scuola dell’infanzia, ricorda come, il giorno prima del delitto, “la accompagnammo all’autobus per Messina. Era bella, la mia Sara: la nostra principessa, la nostra dolcezza infinita sorrideva sempre, era buona con tutti. I capelli lunghi e luminosi, i boccoli, da lontano mi salutava ancora, quell’ultimo giorno che l’abbiamo vista. Lei amava la vita, amava studiare, amava la sua universita’. Quel pomeriggio l’ultimo bacio l’ha dato a suo padre, mio marito. E prima l’aveva dato a me. Il giorno dopo e’ stata brutalmente assassinata. Non la vediamo piu’, non la sentiamo piu’. Ed e’ un silenzio assordante”. Sara Campanella venne accoltellata alla gola da Stefano Argentino, 27 anni, che – come e’ emerso dalle indagini dei carabinieri e della Procura di Messina – aveva a lungo studiato come assassinare la ragazza, “colpevole” di non considerarlo e di non accettare i suoi inviti a uscire con lui. Argentino poi si suicido’ in carcere, ma questo non ha minimamente attenuato i sentimenti della famiglia Campanella contro di lui. “Non ci diamo pace – dice Cetty Zaccaria – non ce ne daremo mai. Sara era una ragazza eccezionale: amava studiare, voleva tornare a Messina, sebbene pochi giorni prima avesse subito un intervento di appendicite e fosse ancora debilitata. Ma non voleva perdersi la prima lezione di Anatomia patologica. Era buona con tutti, sin da piccola. Sempre pronta ad aiutare gli altri, amava se stessa nella misura in cui amava l’altro”.Non era stata cattiva nemmeno con Argentino, che la mamma di Sara chiama sempre “quella persona”, senza nominarlo mai. “Non l’ha mortificato ne’ maltrattato: era stata sempre molto cortese e chiara. E per questo non aveva alcuna preoccupazione. Lui non le passava nemmeno per l’anticamera del cervello: Sara, con gentilezza, gli ripeteva di non essere interessata a lui e gli aveva pure tolto il saluto, per evitare qualsiasi illusione”. Zaccaria dice che la figlia e tutta la famiglia hanno subito “una violenza inaudita, brutale, una crudelta’ barbarica. Quella persona non era nessuno per lei. Nessuno. Doveva solo accettare un no, ma non ne era capace, non e’ mai stato abituato, a casa sua, ad accettare un no. Ma come posso avere perso una figlia per uno che non ha accettato un no?”. La rabbia persiste: “Io sono tormentata giorno e notte dall’orrore che ha dovuto sopportare mia figlia. Chi doveva rappresentare un argine per quella persona, chi doveva stopparla, non l’ha fatto. Anzi sapeva: due anni di dialoghi fitti su mia figlia. Mi dispiace che non ci sia stato un processo”. E il riferimento e’ alla madre di Argentino, a cui carico sono emerse le chat del figlio con lei, da cui si evince che la donna sapesse dell’ossessione di Stefano per Sara. “Non mi esprimo su di lei. Il figlio era una persona diabolica: e sapere che l’aveva progettato da mesi e’ raccapricciante. Vado avanti tra psicofarmaci e psicoterapia, ho crisi continue. Confido solo nella giustizia divina e aspetto solo di riabbracciare mia figlia, spero che avvenga presto. Dobbiamo provare a sensibilizzare soprattutto i maschi, sin dalla piu’ tenera eta’, dobbiamo fare un po’ di scuola. Non si puo’ morire perche’ ti dico no, perche’ non voglio uscire con te. Non si puo’ uscire con un coltello per uccidere, per un no. Non posso avere perso mia figlia cosi’. Come posso darmi pace?”. (Agi)

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