CALTANISSETTA. Caltanissetta torna al centro di una pagina affascinante della storia globale grazie alla scoperta della tomba di Girolamo Gravina (1602?C1662), nome cinese 贾宜睦, missionario gesuita originario della città che nel XVII secolo portò il nome della Sicilia fino alla Cina imperiale.

Nato a Caltanissetta il 23 marzo 1602 da una famiglia nobile, Gravina entrò giovanissimo nella Compagnia di Gesù a Palermo. Dopo anni di studi e numerose richieste ai superiori per essere inviato nelle missioni orientali, partì nel 1635 da Lisbona e giunse a Macao l’anno successivo. Da lì iniziò la sua lunga attività missionaria in Cina. Per quasi trent’anni operò tra le comunità locali, affrontando difficoltà, persecuzioni e privazioni, ma riuscendo a diffondere il cristianesimo e a costruire solide comunità di fedeli. Durante la sua permanenza nel Celeste Impero scrisse anche importanti opere in lingua cinese dedicate all’istruzione religiosa e morale, tra cui il “Ti Zheng Bian”, testo teologico in sei volumi che spiega la dottrina cristiana usando categorie morali e di pensiero comprensibili alla cultura cinese dell’epoca.

Gravina morì il 4 settembre 1662 nella città di Changshu 常熟, nella provincia del Jiangsu.
Oggi una straordinaria scoperta riporta alla luce la memoria di questo illustre concittadino. Grazie alle ricerche dello studioso dell’Università Cattolica di Lovanio Nicolas Standaert Dudink, è stata individuata con precisione l’ubicazione della tomba del missionario sul Monte Yushan (虞山), collina storica che domina la città di Changshu.
La scoperta è stata ricostruita e documentata in un importante studio dello storico Antonino Lo Nardo, pubblicato sulla rivista Intorcettiana (n. 13, 2025), diretta da Giuseppe Portogallo, presidente della Fondazione Intorcetta, da anni impegnata nel valorizzare la presenza dei missionari siciliani in Cina. A entrambi il mio sincero ringraziamento per il lavoro eccezionale che da sempre portano avanti.
Per Caltanissetta questa notizia è di grande importanza. Negli ultimi anni la città ha già avviato un percorso di riscoperta della figura di Padre Gravina attraverso iniziative culturali, studi storici e momenti di confronto internazionale. Nel 2017 una delegazione di docenti della Beijing Foreign Studies University ha visitato Caltanissetta proprio per avviare un “Progetto Gravina” finalizzato ad approfondire la figura e l’opera del missionario nisseno che abbiamo portato avanti con l’amico Michele Mendolia Calella.
Il ritrovamento della tomba sul Monte Yushan apre ora prospettive ancora più significative, uno su tutti quello di costruire un ponte culturale tra Caltanissetta e la Cina nel segno del dialogo tra civiltà che i gesuiti avevano già avviato oltre tre secoli fa.
La figura di Girolamo Gravina testimonia infatti una stagione straordinaria di incontro tra Oriente e Occidente, quando studiosi e missionari europei contribuirono alla conoscenza reciproca tra mondi lontani. Oggi, grazie alla riscoperta del luogo della sua sepoltura, questa storia può tornare ad essere pienamente raccontata e valorizzata. E tocca a noi trasformare la memoria di questo grande missionario in un progetto culturale internazionale capace di unire ricerca storica, dialogo interculturale e cooperazione tra istituzioni.
Dal cuore della Sicilia fino al Monte Yushan, la storia di Padre Girolamo Gravina continua a parlare al presente e a indicare una strada fatta di conoscenza e dialogo tra popoli così distanti.

