Salute

TSO illegittimo, la Cassazione annulla il provvedimento: vittoria dell’avvocato nisseno Italo Attardo

Redazione

TSO illegittimo, la Cassazione annulla il provvedimento: vittoria dell’avvocato nisseno Italo Attardo

Gio, 05/02/2026 - 14:45

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Un’importante affermazione dei diritti fondamentali arriva dalla Corte Suprema di Cassazione, che con l’ordinanza n. 34206/2025 ha dichiarato nullo il trattamento sanitario obbligatorio (TSO) disposto nel gennaio 2021 a Caltanissetta. La decisione segna una vittoria piena per l’avvocato nisseno Italo Attardo, difensore della ricorrente, e rappresenta un passaggio di grande rilievo giuridico sul piano delle garanzie costituzionali.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso proposto contro la sentenza della Corte d’Appello di Caltanissetta, ritenendo che il TSO fosse stato imposto attraverso una procedura illegittima, in quanto lesiva del diritto di difesa e della libertà personale. In particolare, la paziente non era stata tempestivamente informata del provvedimento sindacale né ascoltata dal giudice tutelare prima della convalida, come invece richiesto dai principi costituzionali.


Il giudizio di legittimità si inserisce in un percorso giurisprudenziale di grande rilievo: proprio nel corso di questo procedimento, infatti, la Cassazione aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale della normativa sul TSO. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 76 del 2025, ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 35 della legge 833 del 1978 nella parte in cui non prevedeva la comunicazione dei provvedimenti all’interessato e la sua audizione, modificando in modo sostanziale la disciplina del trattamento sanitario obbligatorio.
Alla luce di tale intervento, la Suprema Corte ha chiarito che la decisione della Consulta produce effetti retroattivi, rendendo invalide le procedure adottate in assenza delle garanzie oggi ritenute imprescindibili. Di conseguenza, il trattamento sanitario obbligatorio disposto nel 2021 è stato dichiarato giuridicamente nullo, pur se conforme alla normativa allora applicata.


Nelle motivazioni, i giudici hanno ribadito con forza che il TSO non può mai tradursi in una compressione automatica dei diritti della persona: si tratta di una misura eccezionale e residuale, finalizzata esclusivamente alla cura dell’individuo e non alla difesa sociale, che deve sempre svolgersi nel rispetto della dignità, dell’informazione e del contraddittorio.

Lo stesso avvocato Attardo ha descritto questo lungo e complesso contenzioso come un confronto tra Davide e Golia. Da un lato, il singolo difensore e la tutela dei diritti della persona; dall’altro, le grandi istituzioni dello Stato – Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Giustizia e Comune di Caltanissetta – tutte assistite dall’Avvocatura dello Stato di Roma. Un confronto impari solo in apparenza, perché, come nella metafora biblica, a volte Davide vince. E in questo caso, la decisione della Suprema Corte ha dimostrato che anche di fronte ai “giganti” dell’apparato pubblico, il diritto, se sostenuto con rigore e determinazione, può prevalere.

Nel ricostruire il contenzioso, per completezza e correttezza va precisato che le controparti difese dall’Avvocatura dello Stato di Roma sono state la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Giustizia e l’ex sindaco Roberto Gambino, nella qualità di ufficiale del Governo pro tempore che firmò personalmente il provvedimento di trattamento sanitario obbligatorio. Diverse, invece, le posizioni del Comune di Caltanissetta, che si è difeso tramite la propria Avvocatura comunale, e dell’ASP di Caltanissetta, rimasta contumace nel giudizio. Un quadro che rafforza la metafora richiamata dall’avvocato Attardo del confronto tra Davide e Golia, nel quale, talvolta, Davide riesce a prevalere; non a caso, all’esito della decisione della Suprema Corte, la signora Napoli ha ora avviato un’azione risarcitoria conseguente alla declaratoria di nullità del trattamento sanitario obbligatorio.


Il risultato ottenuto rappresenta un successo professionale di assoluto rilievo per l’avvocato Italo Attardo, che ha sostenuto con coerenza e rigore tecnico una battaglia giuridica complessa, contribuendo in modo concreto all’affermazione di un principio di civiltà giuridica destinato a incidere sulle future procedure di trattamento sanitario obbligatorio in tutta Italia.

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