La tradizione del cuntu siciliano entra nelle aule del Liceo Manzoni di Caltanissetta grazie al progetto regionale “Non solo Mizzica – Il siciliano, la lingua di un popolo”, promosso dalla Regione Siciliana per sostenere la valorizzazione del patrimonio linguistico dell’Isola.
Il percorso, curato dal Dipartimento di Lettere coordinato dalla professoressa Viviana Santoro, coinvolge quattro classi seconde in un itinerario che si svilupperà fino al mese di maggio, intrecciando memoria storica, educazione linguistica e sperimentazione espressiva. In apertura dei lavori la dirigente scolastica Rita Galfano ha sottolineato l’importanza del dialetto siciliano come veicolo di identità e custode di una tradizione narrativa profondamente radicata nella cultura popolare.
Protagonista del primo incontro Elena Marino, presidente dell’Associazione Culturale Abbrazzamuni, che ha guidato gli studenti alla riscoperta del cuntu come forma antica di racconto orale, capace ancora oggi di coinvolgere e interrogare. Dopo la visione del cuntometraggio “U cuntu di Tatò”, dedicato alla memoria dei carusi delle miniere di zolfo, la narrazione è proseguita con la figura leggendaria di Colapesce e con la lettura dell’episodio della lotta tra l’arcangelo Michele e Lucifero raccontato da Giuseppe Pitrè.
Gli studenti hanno seguito l’incontro con attenzione, lasciandosi coinvolgere dal ritmo della parola narrata. Il momento laboratoriale conclusivo ha visto i ragazzi mettersi in gioco in prima persona nella lettura e nell’interpretazione dei testi, superando l’iniziale timidezza e restituendo al racconto orale la sua dimensione viva e condivisa. L’iniziativa riafferma così il ruolo della scuola come luogo di trasmissione culturale e di dialogo tra passato e presente, in cui la lingua – anche nelle sue forme dialettali – diventa occasione di consapevolezza e di crescita.

