Giovanni Schillaci, Coordinatore Provinciale Lega Giovani – Caltanissetta, ha redatto una nota stampa, che di seguito pubblichiamo integralmente, in merito ai danni cagionati dal maltempo al Monumento del Redentore.
Il Monumento al Redentore, che domina Caltanissetta dalla sommità del Monte San Giuliano, è uno di quei luoghi che spingono a riflettere su come una città custodisce la propria identità e su come sceglie di guardare al futuro. I danni causati dal maltempo nei giorni scorsi devono essere letti non solo come un problema contingente, ma come un’occasione per ripensare in maniera più ampia il destino di uno dei siti più rappresentativi del territorio nisseno.
Il Redentore, inaugurato nel 1900 in occasione del Giubileo e progettato da Ernesto Basile, sorge a 727 metri sul livello del mare ed è da oltre un secolo punto di riferimento spirituale, culturale e paesaggistico. È un luogo profondamente sentito dalla comunità e, allo stesso tempo, molto frequentato soprattutto nei mesi estivi da tanti giovani che lo scelgono come punto di ritrovo spontaneo, attratti dal panorama e dal valore simbolico del sito.
Per questo ritengo importante che il ripristino della croce danneggiata avvenga con attenzione e trasparenza, evitando che elementi storici vengano rimossi e poi dimenticati, come purtroppo è già accaduto in passato con i lampioni storici, la cui scomparsa ha lasciato un vuoto ancora oggi irrisolto. Più che concentrarsi su singoli interventi isolati, oggi serve una visione complessiva di riqualificazione.
Il Monte San Giuliano potrebbe diventare un vero spazio pubblico moderno e identitario, a partire dalla rimozione delle antenne e delle strutture in disuso che negli anni hanno alterato il paesaggio e mortificato il valore monumentale dell’area. La restituzione visiva del sito è il primo passo per ridare dignità a un luogo che dovrebbe essere simbolo e non accumulo di elementi estranei.
A questo dovrebbe seguire una riorganizzazione dell’area pedonale, con una pavimentazione adeguata, coerente con il contesto storico e paesaggistico, capace di garantire sicurezza, accessibilità e decoro. Percorsi chiari, spazi di sosta panoramici e arredi urbani essenziali permetterebbero una fruizione più ordinata e rispettosa del luogo.
Un altro tema centrale riguarda la realizzazione di un’area adibita a parcheggio, studiata in modo razionale e non invasivo, che consenta a famiglie, giovani e visitatori di raggiungere il sito senza creare disordine o impatti negativi sull’ambiente circostante. Migliorare l’accessibilità significa rendere il Redentore realmente fruibile durante tutto l’anno.
Interventi di questo tipo trasformerebbero il Monte San Giuliano in uno spazio di aggregazione sano e riconoscibile, capace di parlare alle nuove generazioni, offrendo loro un luogo bello, curato e sicuro dove incontrarsi e riscoprire il legame con la città. Allo stesso tempo, si creerebbe un punto di interesse stabile anche per il turismo, valorizzando uno dei panorami più suggestivi della Sicilia centrale.
Prendersi cura del Monumento al Redentore significa andare oltre l’emergenza e immaginare un futuro in cui questo luogo torni a essere pienamente vissuto, rispettato e condiviso. Una sfida che riguarda tutti e che può diventare un esempio positivo di come tradizione e nuove esigenze possano convivere.

