Con un tasso di occupazione nettamente più basso, carriere lavorative più previ e stipendi mediamente più bassi le donne arrivano al momento del pensionamento con assegni in media di oltre il 26% inferiori a quelli degli uomini: il Monitoraggio sui flussi di pensionamento nel 2025 appena pubblicato dall’Inps segnala che il divario si è lievemente ridotto (era del 29% nel 2024) ma resta consistente con una media di 1.056 euro per le donne e 1.437 per gli uomini con circa 380 euro di differenza. L’indagine segnala che nel 2025 sono state liquidate dall’Inps 202.708 pensioni anticipate rispetto all’età di vecchiaia con una riduzione del 9,93% rispetto alle 225.046 liquidate nel 2024.
Il dato del 2025 è provvisorio e potrebbe quindi segnare un aumento con un divario con l’anno precedente che a fronte di dati comparabili dovrebbe attestarsi sul 5%. Le pensioni anticipate comunque sono inferiori a quelle di vecchiaia registrate nell’anno (267.332), diminuite del 3,35% sul 2024. Nel complesso l’Inps nell’anno ha liquidato 831.285 pensioni (in calo sulle 901.152 del 2024) con un importo medio di 1.229 euro al mese (1.326 al mese medi per le gestioni previdenziali).
Le differenze sono significative tra le gestioni con 2.087 euro medi al mese per le pensioni liquidate ai dipendenti pubblici e appena 319 euro medi per i parasubordinati che però tengono conto di versamenti contributivi con aliquote più basse alla partenza del Fondo e di carriere contributive più brevi. Si conferma l’accesso alla pensione anticipata molto in anticipo rispetto all’età di vecchiaia (ancora a 67 anni nel 2025 e 2026) con i neo pensionati del Fondo lavoratori dipendenti usciti in media con questa possibilità a 61,4 anni (erano 61,2 nel 2024).
Il dato risente del fatto che la maggior parte non usa più le quote a causa della stretta degli ultimi anni ma esce in anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi indipendentemente dall’età (un anno in meno per le donne). Per i dipendenti pubblici le pensioni anticipate sono state liquidate in media a 62,1 anni (erano 61,9 nel 2024) mentre per i commercianti l’età media di uscita con pensione anticipata nell’anno è stata di 62,3 anni. Per i coltivatori diretti le prestazioni anticipate sono state liquidate in media nell’anno a 61,1 anni mentre agli artigiani a 61,4 anni.
In media per la pensione anticipata i nuovi assegni sono di quasi 900 euro superiori a quelli liquidati per vecchiaia con 2.068 euro medi contro i 1,176 mesi dei trattamenti liquidati all’età di vecchiaia. Per gli assegni di invalidità previdenziale si percepiscono in media 798 euro mentre i nuovi assegni ai superstiti sono stati in media pari a 937 euro. Nell’anno sono calate ancora le pensioni erogate con Opzione donna, la misura che consente di uscire dal lavoro in anticipo calcolando l’intero montante con il sistema contributivo. Nel 2025 sono uscite dal lavoro con Opzione donna 2.147 lavoratrici con un calo del 40,5% rispetto alle 3.612 registrate nell’anno precedente.

