I danni provocati dal ciclone Harry in Sicilia sono stimati in circa 750 milioni di euro, oltre 2 miliardi complessivi nell’intero Sud Italia. Numeri pesantissimi. Drammatici. “In queste ore leggo, comprensibilmente, molte richieste di risorse economiche per la ricostruzione e per dare risposte a cittadini e imprese che hanno subito perdite enormi”, dichiara Giancarlo CANCELLERI, esponente di Grande Sicilia ed ex viceministro alle Infrastrutture. “Ma attenzione, perché pensare che basti stanziare soldi in fretta è un errore”.
Il problema non è solo quanto denaro mettere sul tavolo. È come spenderlo e soprattutto in quanto tempo. “Se non interveniamo sulle regole”, prosegue CANCELLERI, “rischiamo di infilare anche questa volta milioni di euro nel labirinto normativo del Codice degli appalti, che tutto è tranne uno strumento rapido per affrontare le emergenze. Così facendo, alle promesse non seguirebbero i cantieri”.
Per questo, secondo CANCELLERI, serve una scelta chiara e coraggiosa: “Occorre adottare lo stesso protocollo che ha consentito di ricostruire in tempi record il Ponte San Giorgio. Poteri speciali ai sindaci, messi nelle condizioni di ricostruire i propri territori in modo rapido ed efficace, senza i legacci ordinari del Codice degli appalti, ma con controlli antimafia e anticorruzione rigidissimi”.
Un modello che, secondo CANCELLERI, non rinuncia alla legalità, ma al contrario, la rafforza. “Quel sistema ha dimostrato che velocità e trasparenza possono convivere”, sottolinea CANCELLERI. “Controlli preventivi, monitoraggio costante, collaborazione tra istituzioni. Tutto questo serve a impedire infiltrazioni criminali e a garantire che ogni euro venga speso bene”.
La strada, dunque, è già tracciata: “Lo abbiamo fatto con il cosiddetto Modello Genova”, conclude CANCELLERI. “Ora serve il Modello Harry. Un modello straordinario per un’emergenza straordinaria, capace di dare risposte concrete in tempi certi e di avviare davvero la ricostruzione del Sud Italia”.

