In occasione della Giornata Mondiale dell’Educazione e nel ricordo di San Francesco di Sales, l’Associazione Don Bosco 2000 di Piazza Armerina rinnova il suo impegno pedagogico ispirandosi alla mitezza del “Santo della tenerezza” e alle recenti parole di Papa Leone XIV. In un’epoca segnata da rapidi mutamenti e incertezze digitali, l’associazione riafferma che educare non è mai un’attività accessoria, ma la trama stessa con cui si costruisce il futuro, trasformando il Vangelo in gesti concreti di accoglienza e cultura.
Il carisma di Don Bosco trova le sue radici proprio nella spiritualità di San Francesco di Sales, il quale insegnava che è la sincerità del cuore, e non l’abbondanza delle parole, a toccare nel profondo le giovani generazioni. Questo “dialogo tra cuori” guida oggi l’azione di Don Bosco 2000 a Piazza Armerina, dove l’educazione viene vissuta come un compito d’amore che ricuce le relazioni e restituisce dignità. Come ricordato dal Santo Padre nella Lettera Apostolica “Disegnare nuove mappe di speranza”, l’educazione dei giovani, specialmente dei più poveri e dei migranti, non è un favore ma un dovere imprescindibile della fede, un’opera di carità che si fa “bussola” nel mare della vita.
Oggi più che mai, l’associazione si sente parte di quella “costellazione educativa” chiamata a rispondere alle emergenze del presente con creatività e coraggio. Seguendo l’invito del Papa a non alzare muri ma a costruire ponti, l’impegno sul territorio si traduce in una pedagogia dello sguardo che sa vedere in ogni ragazzo una promessa di bene. In questo cammino, la tecnologia e l’innovazione non sono viste con timore, ma come strumenti da abitare con etica e discernimento, affinché l’algoritmo non sostituisca mai l’incontro umano, l’ironia e la gioia della scoperta.
Celebrare San Francesco di Sales significa, per Don Bosco 2000, promuovere una “pace disarmata e disarmante”, che parta dai banchi di scuola e dai centri di aggregazione per arrivare a tutta la comunità. L’obiettivo resta quello indicato da Papa Leone XIV: essere coreografi della speranza, capaci di orientare i passi delle nuove generazioni verso una libertà che è sempre responsabilità verso l’altro. Da Piazza Armerina parte dunque un messaggio chiaro: l’educazione è il libro scritto dall’amore, un sentiero che, mescolando sapienza e passione, continua a illuminare il mondo.

