Salute

Rassegna stampa. Italia, suocero infilza il genero con il forcone: lui lo prende a palate

today.it - Umberto Maiorca

Rassegna stampa. Italia, suocero infilza il genero con il forcone: lui lo prende a palate

Lun, 14/11/2022 - 09:41

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Quel ragazzo non è adatto alla figlia e il clima diventa rovente in famiglia, fino alla lite a colpi di forcone tra genero e suocero. È successo a Citta di Castello nel marzo del 2020 ma oggi i contendenti sono finiti a processo. Sul banco degli imputati, ma contestualmente anche degli accusatori un tifernate di 54 anni e un albanese di 32 anni.

Il 54enne, difeso dall’avvocato Eugenio Zaganelli è finito sotto processo con l’accusa di lesioni personali aggravate, “perché con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso”, avrebbe colpito il fidanzato della figlia, un albanese di 32 anni, “con calci e pugni e infilzandogli la mano con un forcone, oltre che colpendolo con lo stesso” e procurandogli, così, lesioni giudicate guaribili in 40 giorni. Secondo il referto medico la vittima avrebbe riportato un “trauma contusivo al dorso con frattura scapola sinistra, ferita avambraccio sinistro e ferita penetrante palmo sinistro”. Durante la lite, secondo la Procura di Perugia, l’uomo avrebbe anche minacciato il 32enne dicendogli: !Vieni, vieni che oggi ti ammazzo, oggi ammazzo anche te, vieni davanti alla mia porta che ti ammazzo … io ti sbudello!.

Il giudice, nel corso dell’udienza di oggi, ha riunificato due procedimenti, con gli stessi protagonisti, ma a parti invertite. Anche il 32enne, infatti, è finito sotto processo, difeso dall’avvocato Gianni Zurino, con l’accusa di minacce e lesioni perché in un’occasione, “giunto davanti all’abitazione familiare” dei genitori della fidanzata, avrebbe gridato: “Vi uccido tutti e due… vi ammazzo come cani… per voi finisce male… in questa casa il sangue lo vedrete presto”.

Tutto perché i genitori della ragazza avversavano la relazione tra i due, con frequenti liti e dissidi. Proprio dopo uno di questi litigi, inoltre, il 32enne avrebbe minacciato l’uomo dicendo: “Ora te la faccio pagare … prima o poi ti uccido, con me finisce male… vedrai ora cosa ti succede, oggi ci scappa il morto, sarà un giorno di sangue”. Durante la lite, infine, avrebbe aggredito l’uomo “con calci e pugni” e poi con una “pala di ferro” lo avrebbe colpito “alla testa e alla spalla” procurandogli lesioni e una “minima emorragia subaracnoidea in regione frontale alta parasagittale a sinistra post-traumatica”, ovvero un colpo alla testa giudicate guaribili in 14 giorni.