Le politiche finanziarie autorizzate per legge in Sicilia, nel corso dl 2025, hanno mobilitato risorse per 1,91 miliardi e sostenuto interventi per un totale di 4,76 miliardi per il triennio 2025-27. E “il principale atto legislativo per la programmazione predisponendo il 78% delle politiche finanziarie, resta nella sostanza la legge di stabilità, insieme al suo collegato, soprattutto se approvata ad inizio anno come è avvenuto negli ultimi due anni”.
E’ quanto emerge dal rapporto annuale 2025 “Le politiche finanziarie nella legislazione regionale: interventi e coperture” del servizio bilancio dell’Assemblea regionale siciliana. “Nei precedenti anni, le politiche finanziarie tramite legge di stabilità e collegati furono il 47,5% nel 2023 e il 64% nel 2024. Quindi – si legge nel report degli uffici dell’Ars – rispetto alle precedenti annualità, le politiche finanziarie si sono maggiormente concentrate nella legge di stabilità, che è lo strumento cardine per programmazione finanziaria”.
E “nel 2025, alla legge di stabilità hanno fatto seguito 3 leggi di variazioni al bilancio, con le quali il legislatore ha varato il 18% delle politiche finanziarie, con un impatto soprattutto, a differenza della legge di stabilità, sul breve periodo (cioè sull’anno in corso)”. Complessivamente, quindi, le politiche finanziarie varate nel 2025 con atti tipici del bilancio (stabilità, collegato e leggi di variazione) raggiungono il 96%, un valore superiore al 2023 e al 2024 quando queste rappresentavano rispettivamente il 47,5% e l’88%. Dunque “rispetto alle precedenti annualità, si rileva, per la programmazione delle politiche finanziarie, oltre che un maggior uso della legge di stabilità e del suo collegato, anche un incremento del ricorso agli atti tipici del ciclo di bilancio, come le leggi di variazioni”.
Per gli uffici dell’Ars “rispetto alla fase iniziale della corrente legislatura, è possibile riscontrare una maggiore razionalizzazione della programmazione finanziaria, conformemente ai canoni della legge di contabilità pubblica e del ciclo di bilancio disciplinato dal d.lgs. n. 118 del 2011”. E “tale evoluzione risulta ascrivibile, in via principale, all’approvazione della legge di stabilità entro i termini previsti per l’inizio dell’esercizio finanziario, evitando il ricorso all’esercizio provvisorio, nonché alla maggiore capacità di concentrare le manovre finanziarie in itinere mediante leggi di variazione al bilancio, seppur con delle criticità riscontrate proprio sulla tipicità del contenuto delle leggi di variazioni”

