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Mussomeli, allagamenti via Santa Croce continuano e battaglia che dura da 12 anni vinta in tribunale ma nei fatti mai risolta

Redazione

Mussomeli, allagamenti via Santa Croce continuano e battaglia che dura da 12 anni vinta in tribunale ma nei fatti mai risolta

Mer, 28/07/2021 - 07:55

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MUSSOMELI – Continua a lamentare allagamenti nel suo scantinato in via Santa Croce 32 il 58enne Salvatore Costanzo che, nonostante abbia vinto le cause in tribunale, continua a segnalare e fotografare la presenza di acqua che si infiltra a casa sua procurandogli danni.

L’uomo, infermiere di professione, ma figlio di un mastro muratore cresciuto con gli insegnamenti di chi sa come si fanno le cose a regola d’arte, ha perfino monitorato il flusso di acqua che arriva nel suo scantinato, con tanto di contenitori e cronometro. Continua a presentare denunce su denunce, a carabinieri, vigili urbani, procura e a breve anche alla Guardia di Finanza, continua a chiamare tutti i giorni il numero verde di Caltaqua e rimarca la sua ferma decisione a non demordere fintanto che le perdenze non saranno riparate una volta per tutte e i muri di casa sua la smetteranno di inzupparsi.

E ancora una volta ha voluto raccontare a La Sicilia la sua battaglia, mostrando filmati inequivocabili e foto. Ad osservarli si ha la non piacevole sensazione che in terra di frontiera, una cosa è la legge, ben altra la sua applicazione pratica, specie per il comune cittadino.

“Se il problema a distanza di ben dodici anni non è risolto, ormai è mia convinzione che non lo vogliono risolvere.” Così, Salvatore Costanzo che continua: “Ho vinto due cause in Tribunale ma ultimamente mi ritrovo pure ad essere accusato da qualcuno che mi ha detto che se una caditoia ha delle perdenze sulle Madonie, io lamenterò infiltrazioni a casa mia. Anche questo devo sopportare. Ho registrato dei video che mostrano come in alcune caditoie dove dovrebbe scorrere solo acque piovana, quando viene erogata l’acqua, si registrano enormi perdite. Non credo che serva l’intelligenza di Pico della Mirandola per capire che da qualche parte ci sono delle perdite. E guardate che stiamo parlando di Via Santa Croce, una strada di paese di poche centinaia di metri, non certo della Via Appia. Ci sono al più cinque, sei caditoie da controllare, ma forse è la volontà che manca. Se io da comune cittadino documento le perdite, le filmo, le fotografo, come mai chi di competenza non lo fa e non interviene? E dire che li ho pure informati più volte. Ho anche segnalato la presenza di cattivi odori di origine fognaria dove invece dovrebbero scorrere soltanto le acque bianche e a seguito di ricerche sono stati individuati degli allacci di fogne. Di recente –continua Costanzo- c’è stato un nuovo vertice di Caltaqua presso i locali comunali, ma non è cambiato nulla. Anzi, aspetto ancora di ricevere gli esisti degli esami eseguiti all’inizio di aprile dopo dei prelievi di campioni d’acqua da casa mia, ma nonostante le mie richieste, avanzate anche dal mio legale, non ho ancora notizia di tali esami. Sono quasi diventato uno stalker e ogni giorno chiamo il numero verde di Caltaqua e chiamo in causa spesso le istituzioni. Io sono convinto che la legge è legge, e se per resistere e avere riconosciuti i miei diritti devo rompere le scatole un giorno sì e l’altro pure, io continuerò a segnalare le perdite, a fotografarle e a filmarle fino a quando non le riparano.”

Insomma, per Salvatore Costanzo dovrà pur esserci un giudice a Berlino, e non intende demordere dalla sua battaglia che sembra una storia fuori dal mondo ma invece continua a fargli masticare amaro.

“Sono dodici anni che vado avanti e continuerò a farlo, perché ho sempre messo per iscritto le mie perplessità sui lavori finora fatti dalle varie ditte incaricate. Da ultimo sono state fatte anche delle video ispezioni e chiaramente il fatto stesso che l’acqua continua a finire nel mio garage, dimostra che i lavori non sono stati fatti a regola d’arte. Basta dire che tengo un grafico, come suggeritomi dal mio ingegnere di fiducia, e monitoro il flusso d’acqua che arriva nel mio garage e questo flusso nei giorni di distribuzione idrica, si quadruplica.”

Costanzo continuerebbe a parlare per ore. Di fatto ci si ritrova davanti a un cittadino esasperato da una parte, dall’altra Comune e Caltaqua che ritengono di fare quanto loro compete, in mezzo il problema delle infiltrazioni in via Santa Croce 32 che rimane e Salvatore Costanzo continua a chiedersi chi paga tutta l’acqua che si perde. Secondo lui e i suoi consulenti tecnici, la cosa risolutiva sarebbe presentare un progetto per rifare in toto le condotte in via Santa Croce.

“Che non è la Via Appia” rimarca ancora Costanzo, “perché dicono che non sanno più cosa fare, ma io non ne sono convinto, sono convinto invece che ormai il braccio di ferro tra me e Caltaqua è arrivato al punto tale che le mie legittime richieste cadono nel vuoto.  Ma visto che il danno ce l’ho io e non loro, continuerò con le mie battaglie legali.” (FONTE “LA SICILIA” ROBERTO MISTRETTA

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