Vacanze al mare sempre più costose: secondo l’indagine annuale di Altroconsumo – la più grande organizzazione indipendente di consumatori in Italia – nell’estate 2026 i prezzi degli stabilimenti balneari registrano un aumento medio del 6% rispetto al 2025 e del 24% negli ultimi cinque anni. In alcune località i rincari arrivano fino al 16%.
Per realizzare l’inchiesta, Altroconsumo ha contattato telefonicamente e in forma anonima 222 stabilimenti balneari distribuiti in 10 località italiane – Lignano, Rimini, Senigallia, Viareggio, Palinuro, Alassio, Gallipoli, Alghero, Taormina-Giardini Naxos e Anzio – rilevando le tariffe applicate per la prima settimana di agosto (dal 2 all’8 agosto). Dall’analisi emerge che Taormina e Giardini Naxos registrano gli aumenti più elevati fino al 16% rispetto al 2025.
Seguono Alghero (+14%) e Gallipoli (+10%). Più contenuti gli aumenti nelle altre località monitorate, compresi tra il 2% e il 7%. Alassio si conferma la località più costosa dell’indagine: per una settimana in prima fila con ombrellone e due lettini si spendono in media 368 euro. All’estremo opposto si trova Lignano, la più economica, con una spesa media di 164 euro. Considerando la media delle prime quattro file, il costo settimanale medio è pari a 238 euro in prima fila, 229 euro in seconda, 219 euro in terza e 210 euro dalla quarta fila in poi. In uno scenario caratterizzato da prezzi in costante crescita, le SPIAGGE libere rappresentano per molti cittadini l’unica alternativa economicamente sostenibile.
Tuttavia, gli spazi gratuiti continuano a ridursi. Un modello turistico innovativo arriva da Spotorno, dove il Comune ha deciso di aumentare la quota di SPIAGGE libere garantendo servizi essenziali come pulizia, salvataggio, docce e bagni senza costi aggiuntivi per la collettività.
Altroconsumo ha realizzato un’ulteriore indagine chiedendo a un campione di consumatori come si pongono rispetto alla questione spiaggia libera o stabilimento a pagamento. Il 37% preferisce la spiaggia attrezzata (stabilimento o libera a pagamento), mentre il 35% sceglie prevalentemente la spiaggia libera con o senza servizi. Più di un quarto degli intervistati si dichiara invece favorevole a entrambe le soluzioni.
Chi sceglie gli stabilimenti balneari lo fa principalmente per la presenza di servizi ed equipaggiamenti (80%), mentre chi predilige la spiaggia libera indica soprattutto la gratuità (79%) e la libertà di scegliere ogni giorno dove andare (63%). Infine, i consumatori informati sul tema delle concessioni balneari ritengono che una riforma del settore dovrebbe portare a una riduzione dei prezzi (63%) e che sia necessario introdurre un ricambio periodico nella gestione dei lidi (un consumatore su due).
Secondo Altroconsumo, l’attuale sistema delle concessioni continua a penalizzare i consumatori: a fronte di concessioni spesso assegnate a costi contenuti, i cittadini si trovano a pagare tariffe sempre più elevate. Per questo l’organizzazione ha lanciato una petizione, che ha già raccolto oltre 91.000 firme, per una riforma del settore, che preveda una maggiore percentuale di SPIAGGE libere, un numero più limitato di concessioni e bandi trasparenti e periodici: stop a prezzi troppo alti e più concorrenza

