Il vaccino CureVac potrebbe ottenere il via libera dall’Ema verso maggio-giugno. A riferirlo, un portavoce dell’azienda farmaceutica, Thorsten Schueller. Si tratterebbe del terzo vaccino a mRNA, la stessa tecnologia utilizzata da Pfizer-BioNTech e Moderna.
Il vaccino CureVac è al momento ancora in fase di revisione (fase 3) e non sono ancora noti dati sulla sua efficacia. La revisione continua del vaccino (rolling review), ossia lo strumento regolatorio di cui l’EMA si serve per accelerare la valutazione di un medicinale o vaccino promettenti durante un’emergenza sanitaria pubblica, è stata avviata dall’Ema già a febbraio, ma bisognerà attendere i trial clinici verso la fine di aprile o l’inizio di maggio per ottenere il via libera dell’Agenzia Europea per il Farmaco.
L’azienda tedesca ha richiesto la revisione clinica anche alla Swissmedic, l’agenzia svizzera dei farmaci. La Commissione europea ne ha già preordinato 225 milioni di dosi. All’Italia dovrebbe essere destinata una fornitura da 30 milioni. Si prevede di produrre fino a 300 milioni di dosi entro l’anno e un miliardo di dosi nel 2022. Anche il vaccino CureVac (CVnCoV), sviluppato da un’azienda farmaceutica di Tubinga in Germania, utilizza la tecnologia dell’RNA messaggero che ha il vantaggio di poter aggiornare il vaccino in tempi rapidi in caso di nuove varianti del virus come quelli sviluppati da Pfizer e Moderna.
Rispetto agli altri due vaccini a Rna, quello di CureVac può essere conservato più facilmente perché non richiede una catena del freddo a meno 80 gradi e resiste per 3 mesi a 5 gradi. Anche in questo caso servono due dosi a distanza di 4 settimane.

