Salute

Sicilia, lettera degli studenti a Musumeci: “Vogliamo tornare in aula”

Redazione 2

Sicilia, lettera degli studenti a Musumeci: “Vogliamo tornare in aula”

Ven, 29/01/2021 - 17:02

Condividi su:

Desiderano fortemente un ritorno alla normalita’ che metta al centro la relazione tra compagni e con gli insegnanti.

E’ il bisogno che hanno espresso a gran voce i giovani dei licei del Gonzaga Campus di Palermo che vogliono ritornare a studiare nelle loro classi. Gli studenti, infatti, in questo tempo di pandemia, hanno, raccontato tutto il loro disagio legato alla riduzione degli incontri con i compagni e alla Dad.

La Sicilia, diversamente da altre regioni, a causa dei dati relativi ai contagi, e’ stata riconosciuta per due settimane zona rossa. Dalla prossima settimana, se l’Isola passera’ in zona arancione, sara’ consentita l’apertura parziale delle scuole in presenza con la didattica integrata.

Mario Lentini di 17 anni del IV liceo scientifico Stem (Scienze applicate) ha inviato una lettera al presidente della regione Nello Musumeci. “(…) Capisco che forse siamo stati considerati solo come studenti, ma prima di essere studenti, noi siamo ragazzi adolescenti.

Abbiamo bisogno di stare con i nostri coetanei per confrontarci, ridere, scherzare e avere una vita normale – scrive – . (…) Prima di fare tutte le riforme del momento, e prima di colorare l’Italia di rosso, arancio e giallo, io credo che dovreste aiutarci a dare un colore alle nostre giornate grigie, onorando cosi’ un diritto di fondamentale importanza: il diritto alla crescita”.

“Sono sempre stata una persona molto ottimista ma in questo periodo ho notato che tutte le nostre emozioni si sono un poco spente – dice Antonio Ceglia di 17 anni del V liceo scientifico -. E’ come se si fosse addormentato quel fuoco emozionale che come giovani ha sempre caratterizzato tutte le nostre relazioni tra coetanei e con tutti gli altri.

Entrare in relazione con gli altri a distanza, attraverso il filtro della connessione interattiva, non e’ la stessa cosa di avere quella reale.

Passiamo le giornate chiusi nelle nostre stanze con la Dad pieni di relazioni virtuali ma senza gli input della vita sociale di prima. Il ritorno a scuola lo vedo come una salvezza per la mia vita quotidiana”.

Mentre nel marzo scorso, durante il primo lockdown, una buona parte di loro ha vissuto la prima sospensione delle lezioni in presenza con maggiore positivita’, una maggiore insofferenza e’ stata invece manifestata nel ritorno della didattica a distanza.

“Si dice sempre che il valore delle cose le capisci quando ti vengono tolte – continua Emanuele Chiaramonte di 18 anni del liceo scientifico -.

Il non potere andare piu’ a scuola, il non potere vedere piu’ i miei compagni e i professori mi ha fatto soffrire. Il non potersi incontrare e confrontarsi come prima e’ stato finora davvero una condizione di vita pesante perche’ si passano troppe ore davanti allo schermo. Il ritorno a scuola lo vivo come una speranza personale di una possibilita’ molto positiva.

Se avviene con le dovute condizioni di sicurezza e’ la realizzazione del nostro desiderio piu’ forte”.

“Nel tempo la didattica a distanza mi e’ risultata molto pesante non solo per le ore che passo a studiare davanti allo schermo – aggiunge inoltre Cristina Mazzara di 16 anni del IV liceo classico – ma perche’ e’ un’attivita’ molto sedentaria. Questa situazione per me che faccio da anni danza e diverse attivita’ esterne all’inizio mi ha creato uno stato di ansia perche’ non potevo muovermi. La scuola e’ per me anche una seconda casa perche’ e’ un luogo molto significativo per la nostra socializzazione; non vedo l’ora di tornarci perche’ siamo anche stanchi di stare dentro le nostre case di famiglia.

Anche se in classe staremo con le mascherine sara’ bello lo stesso sorridersi con gli occhi”.

“Fin da subito ho preso questa situazione in maniera molto negativa – racconta inoltre Domiziana Calandrino Errante di 18 anni del V liceo classico – perche’ mi e’ dispiaciuto moltissimo il fatto di dovere vivere il mio ultimo anno di scuola a casa senza vedere i miei compagni se non a distanza. Per quanto gli insegnanti possano essere disponibili all’ascolto nei nostri confronti, in Dad non e’ come invece avveniva prima. Adesso aspetto il ritorno a scuola con tanto desiderio e tanta gioia”.

“Questo e’ sicuramente un momento non piu’ di emergenza ma di crisi, oltre che socio-sanitaria, interiore per noi giovani – dice infine Giulio Furitano di 17 anni del IV liceo classico, rappresentante della Consulta provinciale -. Questo periodo di didattica a distanza mi e’ servito comunque per cercare lo stesso di impegnarmi e di vivere con positivita’ le giornate.

Se nei prossimi giorni verra’ garantito un rientro in classe in condizioni di sicurezza e tale da non farci ritornare indietro, come e’ gia’ successo, saro’ contento di poterlo fare”. “La principale funzione della scuola oltre che educativa e’ soprattutto sociale – ha sottolineato p. Vitangelo Denora direttore del Gonzaga Campus -.

Sono convinto che il desiderio forte dei nostri giovani sia quello di ritornare a scuola per tutto quello che essa rappresenta nella loro vita. Occorre pertanto che ritornino nel luogo significativo dove puo’ essere dato spazio alla loro crescita personale. Adesso e’ arrivato il momento di ascoltare il loro grido perche’ stanno soffrendo ed il sacrificio che viene chiesto loro e’ grande. Bisogna certamente ritornare in sicurezza e le scuole si sono organizzate per garantire questo.

La vita integrale dei nostri giovani e’ fatta, oltre che di apprendimenti anche di desideri e di emozioni che devono ritornare ad avere anche a scuola. Nella nostra esperienza, sappiamo bene che se i giovani vengono preparati ed adeguatamente responsabilizzati si allontanano pure i pericoli e i rischi di contagio.

Il cammino educativo dei ragazzi deve andare ben oltre la crisi che stiamo vivendo proprio per la costruzione del loro futuro”.

banner italpress istituzionale banner italpress tv