Asfissiante il controllo del territorio da parte del clan mafioso di Borgo Vecchio nel centro di Palermo. Ma determinante anche la rivolta delle vittime. Ricostruite, nell’ambito dell’indagine culminata oggi nei 20 fermi dei carabinieri, 22 attivita’ estorsive, 6 consumate e 16 tentate, ai danni di commercianti e imprenditori, nonche’ due episodi commessi attraverso il cosiddetto ‘cavallo di ritorno’.
Significativo il numero delle denunce spontanee da parte di imprenditori e commercianti: infatti, ben 13 casi sono stati scoperti grazie alle denunce autonome degli operatori economici, mentre ulteriori 5 episodi sono stati ricostruiti autonomamente grazie alle indagini, ma poi confermati pienamente dalle vittime. Lo specifico settore estorsivo era stato demandato dal reggente della famiglia mafiosa, Angelo Monti, e dal detentore della cassa mafiosa, Giuseppe Gambino, a Salvatore Guarino che, per avanzare le richieste estorsive e intimidire le relative vittime si avvaleva di Giovanni Zimmardi, Vincenzo Vullo e Filippo Leto.

