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Agrigento, calci per far abortire la compagna: condannato a due anni ma torna libero

Redazione

Agrigento, calci per far abortire la compagna: condannato a due anni ma torna libero

Mer, 08/07/2020 - 14:16

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Due anni di reclusione, risarcimento per la vittima, ma pena sospesa e arresti domiciliari revocati: il giudice dell’udienza preliminare di Agrigento, Stefano Zammuto, ha emesso la sentenza del processo a carico di un fornaio quarantunenne di Grotte riconosciuto colpevole di maltrattamenti e stalking ai danni dell’ex compagna.

La donna, sostiene l’accusa, sarebbe stata maltrattata dal novembre del 2016 all’aprile del 2018. Le minacce, in diverse circostanze sarebbero state finalizzate a costringerla ad abortire. “Mi picchiava ripetutamente, in una circostanza mi ha dato calci allo stomaco quando ero incinta. Ma non solo, di recente l’ho ancora denunciato perche’ ha ripreso a perseguitarmi”.

La donna, con queste parole, aveva confermato in aula le accuse all’imputato. La pena decisa dal giudice e’ ridotta di un terzo per effetto del giudizio abbreviato. Il pubblico ministero Gianluca Caputo, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto il doppio esatto della condanna – 4 anni – per entrambe le imputazioni.

Il commerciante, difeso dagli avvocati Nicolo’ Grillo e Vincenzo Vella, dovra’ risarcire la vittima – costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Gianfranco Pilato – pagando anche una provvisionale di duemila euro. L’imputato e’ tornato libero perche’ la pena, essendo entro il tetto dei due anni, e’ stata sospesa. (AGI)

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