Coding Generation Day: al Rapisardi Da Vinci sfida tra gli studenti delle medie

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Gara di Coding

Gli studenti del triennio degli indirizzi CAD (Costruzione Ambiente e Territorio), Informatica e telecomunicazioni dell’istituto tecnico Rapisardi Da Vinci venerdì hanno aperto le porte a 130 studenti della scuola media primaria di Caltanissetta e San Cataldo.

Grazie a un’attenta programmazione, curata in anticipo dai docenti dell’ITET Manuela Musumeci, Fabio Capraro, Calogero Infantolino, Angelo Di Benedetto e Santo Di Bella, per un’intera mattinata alcune classi degli istituti comprensivi Vittorio Veneto (plessi Santa Barbara, Vittorio Veneto e Terrapelata), Pietro Leone, Don Milani (plesso Filippo Cordova), Antonino Caponnetto (plesso Giovanni Verga) di Caltanissetta e della scuola media Giosuè Carducci di San Cataldo hanno vissuto le aule e i laboratori dell’istituto di scuola media superiore di Via Turati.

Sono stati gli studenti più grandi, seguendo l’approccio educativo Peer to Peer e supervisionati dai docenti referenti, a illustrare agli allievi più giovani le potenzialità della programmazione informatica e le applicazioni pratiche nella vita privata e nel mondo del lavoro.

Gli adolescenti, dopo aver ascoltato con interesse e curiosità la nuova frontiera della domotica e i progetti presentati nel mese di ottobre alla fiera Maker Faire di Roma, hanno testato alcuni droni in dotazione della scuola e si sono sfidati in una competitiva ed emozionante gara di coding.

Per vincere era sufficiente far arrivare prima la propria vettura al traguardo. Il percorso, però, doveva essere seguito in modo autonomo dal robot che, per muoversi, seguiva le indicazioni della programmazione realizzata dagli studenti al computer. Un solo errore di codifica avrebbe invalidato il risultato finale.

La sfida è stata articolata in due sessioni. Alla prima, a vincere la medaglia, sono stati gli studenti del Martin Luther King accompagnati dal professore Piero Panepinto. “Oggi abbiamo imparato cose nuove in maniera divertente – hanno commentato i vincitori – Abbiamo trovato un bell’ambiente e scoperto che dalla programmazione a computer possiamo riuscire a far muovere un robot. E a decidere come farlo muovere siamo stati proprio noi”.

La seconda sessione se la sono aggiudicata, in ex aequo, i ragazzi dei plessi Verga e Cordova accompagnati dai professori Gerardo Firrera, Dario Palascino e Fabio Amico.

“Abbiamo accolto l’invito dell’ITET Rapisardi Da Vinci perché il futuro delle nuove generazioni è inevitabilmente collegato all’informatica – ha commentato il professore Dario Palascino, docente presso gli istituti Cordova e Carducci -. Il coding, inoltre, insegna che scorporando un problema complesso in piccole e più semplici incognite può portare, con maggiore facilità, alla soluzione finale. Per aumentare le competenze dei nostri alunni dobbiamo aiutarli a immergersi già da piccoli in questo mondo”.

Quella che si è svolta, in sintesi, non è stata una semplice dimostrazione laboratoriale o una gara ludica per far divertire i ragazzi. Il coding, infatti, è molto di più. È un nuovo e differente approccio per far crescere e maturare l’individuo.

Nell’antichità le società credevano che la conoscenza della filosofia potesse creare quelle basi cognitive fondamentali per sviluppare un ragionamento logico – deduttivo finalizzato a risolvere i problemi dell’individuo attraverso soluzioni utili.

Oggi ci pensa il coding a insegnare come andare al di fuori dei tradizionali schemi di pensiero ed esplorare nuove sfaccettature per trovare più funzionali soluzioni.

La computazione non insegna soltanto a programmare un software per far muovere un hardware. Per quello è sufficiente un libro di testo, un pizzico di attenzione e buona memoria. Il coding, invece, programma le menti ad apprendere di più e meglio.

Non è la prima volta che l’istituto Rapisardi – Da Vinci diretto dalla professoressa Santa Iacuzzo apre le porte delle aule e mette in sinergia le conoscenze e le competenze acquisite dai propri studenti. La condivisione di idee, seguendo un’ottica di brainstorming, la disponibilità a mettere le proprie potenzialità al servizio di quartieri degradati della nostra città o di altre realtà, il desiderio di collaborare con coetanei o professionisti anche utilizzando piattaforme digitali è diventata il nuovo approccio educativo che viene seguito per garantire, dopo il diploma, un bagaglio culturale ed esperienziale indispensabile per poter affrontare il mondo del lavoro o proseguire con un percorso accademico.

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