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Volley, comitato Caltanissetta-Agrigento: sospesi dirigenti anche nisseni, “compensi in denaro illegittimi”

Redazione

Volley, comitato Caltanissetta-Agrigento: sospesi dirigenti anche nisseni, “compensi in denaro illegittimi”

Mar, 29/10/2019 - 10:24

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Pesante sentenza nei confronti dei componenti del del Comitato territoriale di Agrigento e Caltanissetta (“Akranis”), quella emessa dal Tribunale Federale della Federazione Italiana Pallavolo riunitosi a Roma e presieduto dall’avv. Massimo Rosi (presidente), dall’avv. Antonio Amato (vice presidente) e dall’avv. Antonio Mennuni (componente estensore). Il Tribunale federale, infatti, ha disposto la sospensione per 18 mesi da ogni attività federale di Massimo Scibetta, presidente del Comitato nato dall’unione di Agrigento e Caltanissetta. Sempre per 18 mesi è stato sospeso anche il responsabile della Commissione gare, Calogero Piazza. Per 15 mesi sono stati invece interdetti dall’attività federale i consiglieri del Comitato Akranis Giuseppe Tipa, Angelo Collura e Leonardo Castronovo. Per 5 mesi, infine, è stato sospeso il giudice sportivo Giuseppe Orlando. Le contestazioni mosse ai dirigenti del Comitato hanno riguardato il conferimento di un compenso giornaliero in denaro ai consiglieri Calogero Piazza e Leonardo Castronovo per lo svolgimento delle attività del Comitato. Conferimento ritenuto illegittimo dal Tribunale Federale. Altra accusa contestata al Comitato Akranis è stata di aver consentito una deroga all’omologazione della palestra di Santa Caterina, tranne poi revocare la stessa a stagione in corso. Il giudice sportivo, infine, sempre secondo il Tribunale federale, avrebbe omesso di comminare a due squadre partecipanti al campionato Under 16 maschile (Pegasus e Junior San Cataldo), la penalizzazione in classifica omologando una classifica finale non corretta. Nella sentenza è stato precisato che «i fatti contestati dall’Ufficio della Procura Federale sono documentalmente provati e non smentiti dagli incolpati presenti o rappresentati». I dirigenti del Comitato avevano contrapposto una linea difensiva secondo cui la concessione del compenso ai due dirigenti sarebbe stato «un comportamento superficiale ed ingenuo», precisando che «alla base dei rimborsi non c’era alcun intento fraudolento, ma il fine era stato di indennizzare il beneficiario del contributo per un’attività non strettamente politica tesa a evitare il rallentamento dell’attività del Comitato». Una tesi che, tuttavia, non è stata accolta dal Tribunale Federale della Fipav che, con una sentenza arrivata a poche settimane dall’avvio della nuova stagione sportiva del Comitato Akranis, ha determinato un autentico terremoto. (di R. S., fonte La Sicilia)

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