Palazzo del Carmine e Caltanissetta: indice delle urgenze

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  • di Andrea Milazzo

I programmi dei candidati, come è giusto, raccontano un’idea di città.
La città che vorrebbero realizzare, o che forse immaginano, in un rapporto che esplora l’utopico e il pragmatico.
Alcuni programmi ambiscono a dimostrare una visione d’insieme. Altri in alcune parti, si affidano ad una prosa retorica, bucolica a volte.
E’ necessario affrontare il problema dello sviluppo economico, in una città che negli ultimi anni ha visto una rilevante moria di attività commerciali, sopratutto ubicate nel centro storico.
E’ necessario affrontare di petto il problema della povertà e della marginalizzazione sociale, che trova buona compagnia nell’emigrazione giovanile.
Ed ancora il tema del verde, del piano regolatore generale scaduto dal 2015, delle percentuali di raccolta differenziata.
Tutte queste problematiche trovano proposte più o meno concrete nei programmi dei candidati sindaci. Tuttavia, a ben vedere, detti programmi, nella parte prevalente, forse per non apparire negativi all’elettorato, sono contraddistinti da un tratto comune: appare assente un’analisi dello stato di fatto delle urgenze che in una crono organizzazione delle azioni, dovranno invece trovare una immediata strategia solutiva.
Eppure i candidati dovranno affrontare rapidamente alcune questioni, in quanto proprio la velocità di soluzione delle relative vertenze sara’ strutturante per qualsiasi progetto vorrà portarsi avanti. Proveremo di seguito a farne un elenco, senza pretesa di esaustività.
Debito ATO.
Tra pareri di illustri giuristi, la questione è riuscita recentemente a complicarsi oltre modo. La domanda è’ semplice: il Comune deve questi soldi o no? Trattasi di 12 milioni di euro. Una cifra considerevole che metterebbe a dura prova la tenuta dei conti di Palazzo del Carmine, ipotecandone la possibilità di programmazione. Il liquidatore dell’ATO ha chiesto l’arbitrato al Tribunale di Caltanissetta. La posizione del Comune dovrà delinearsi con decisione dell’ormai prossima amministrazione, stante che la consolidata posizione dell’amministrazione attuale è nota da tempo. Ovvero non pagare. Nodo molto delicato che il prossimo sindaco dovrà affrontare rapidamente.

Opere di compensazione della strada statale 640.
La predetta vertenza, affrontata in vero con grande leggero attendismo da parte dell’amministrazione attuale, verrà anche essa scaricata integralmente sul tavolo del nuovo sindaco, con l’aggravio dell’insolvenza sopravvenuta della CMC e del conseguente blocco dei cantieri della strada statale. Una patata bollente che necessita di coraggiose prese di posizione, anche in sedi giudiziarie, della quale il nuovo sindaco dovrà farsi carico, auspicabilmente con un maggiore coraggio rispetto all’attuale. Dall’efficacia di tale azione dipende la ricostituzione del ruolo centrale della città di Caltanissetta nel territorio siciliano.

Raddoppio ferroviario della Palermo Catania.
Come e’ noto le uniche tratte ferroviarie su cui sono stati appaltati lavori e, con consistente ritardo rispetto alle immaginifiche promesse del Decreto Sblocca Italia, interessano esclusivamente il territorio catanese ed il territorio ennese. Scarso vantaggio nella velocizzazione della tratta stante che i tratti che saranno velocizzati con i lavori appaltati, erano già tra i più veloci della vecchia linea. Modici vantaggi nella relazione tra Caltanissetta e Catania. Nessun vantaggio nella relazione tra Caltanissetta e Palermo. Ciò almeno per i prossimi 10 anni. Scarsissima attenzione da parte dell’amministrazione attiva, benche’ più volte dichiaratasi sensibile allo sviluppo turistico, presupposto del quale è la presenza di reti di trasporto efficienti. Una vertenza che dovrà energicamente affrontare il nuovo sindaco per impedire l’isolamento sempre crescente del nostro territorio e la sua conseguente ed inarrestabile decrescita economica, occupazionale e demografica.

Riqualificazione del centro storico.
Un recentissimo rapporto di Italia Nostra ha definito il centro storico di Caltanissetta un’area di emergenza per il degrado, definizione in stridente contrasto con quella di “salotto buono” offerta dall’amministrazione uscente. Detto degrado si traspone, non solo negli aspetti di decoro, ma di sicurezza dell’edificato, del quale si registrano, ormai regolarmente pericolosissimi crolli. Il progetto pilota provvidenza, rimasto figlio unico di una genitura che a torto o a ragione ha voluto affrontare di petto il problema, è praticamente bloccato dall’insediamento dell’amministrazione Ruvolo. Nessuna altra iniziativa di recupero del patrimonio storico è stata attivata durante questi ultimi cinque anni. Saprà il nuovo sindaco cogliere il significato dell’emergenza e abbandonare e/o banalizzare l’attuale forviante approccio che contestualizza la discussione esclusivamente sull’apertura e chiusura delle strade? Ed ancora saprà il nuovo sindaco affrontare realisticamente il disagio di commercianti e residenti (i coraggiosi che sopravvivano) all’interno della attuale surreale zona a traffico limitato?
Riorganizzazione (o organizzazione) dei servizi comunali.  Il presupposto per il buon funzionamento della macchina amministrativa e’ la dotazione ed organizzazione delle risorse umane. Il grande numero dei pensionamenti e la scarsa possibilità di effettuare assunzioni, oltre all’elevata età media dei dipendenti, pone un serio problema di razionalizzazione delle risorse umane, che non sia esclusivamente concepito sulla carta, ma che concreti efficacemente azioni positive per la cittadinanza. Le cosiddette rotazioni non hanno prodotto alcun beneficio. Al contrario hanno integrato ulteriori squilibri ed inefficienza nei servizi con una decrescente soddisfazione da parte dei cittadini e degli stessi lavoratori. Limitata l’attitudine al progetto ed al reperimento di fondi nazionali e comunitari se non con il supporto di risorse esterne di volta in volta estemporaneamente selezionate, con il rischio di pregiudizievoli discontinuità dell’azione che invece sarebbe assicurata da risorse e professionalità interne adeguatamente formate. E’ necessario che l’organo politico affronti il tema con immediatezza destinando le risorse per assunzioni a profili innovativi (ingegneri informatici e gestionali, web manager, specialisti in comunicazione, specialisti in progettazione europea) individuando puntualmente le risorse già in organico su cui investire per un aggiornamento e riqualificazione del profilo professionale posseduto.

Con questo ci fermiamo.
Come anticipato l’elenco non è esaustivo, ma desidera costituire un modesto contributo conoscitivo per chi vorrà trarne spunto, e per i lettori al fine di far comprendere che la situazione esige serietà, determinazione, sostegno e tanta tanta pazienza.
Un buon lavoro a quanti ne avranno il privilegio….

Andrea Milazzo