La questione meridionale non può essere emarginata al solo tema del reddito di cittadinanza. Occorrono ben altre risposte, più specifiche e articolate, ai tanti problemi vecchi e nuovi che affliggono il nostro Mezzogiorno”. E’ quanto afferma Domenico Mamone, presidente dell’Unsic, il sindacato datoriale con 2.100 Caf e 550 patronati in tutta Italia.
Il sindacalista evidenzia come l’unico messaggio mediatico passato incessantemente in questi ultimi mesi come richiesta dei cittadini meridionali sia il reddito di cittadinanza.
“Un’istanza del genere – da sussistenza – finisce per relegare il nostro Sud al ruolo di eterna zavorra”. Invece “le nostre regioni meridionali non possono essere ingessate da azioni compassionevoli e scriteriate di governo per fidelizzare il consenso. Il nostro Mezzogiorno non ha bisogno di pretestuosa assistenza che è l’antitesi della crescita e dell’evoluzione”.
Mamone è convinto che il Sud rappresenta il nostro futuro. E cita casi emblematici che fanno ben sperare, come l’esperienza di Matera, che tra qualche settimana diventerà capitale europea della cultura “grazie ad un impeccabile lavoro preparatorio che ha spinto la città della Basilicata a conquistare per anni il primato del maggiore incremento di presenze turistiche. Tra l’altro proprio la provincia lucana sta diventando uno dei più interessanti laboratori d’innovazione, non a caso scelta dalla Huawei per sperimentare la tecnologia 5G”.
Il presidente dell’Unsic è quindi convinto che il Mezzogiorno necessiti di investimenti mirati sulle capacità delle persone. “Ha bisogno che venga esaltato un patrimonio di valori quali la resilienza, cioè la capacità di adattarsi al cambiamento, la creatività, la passione, l’estro, un capitale umano da spendere in una mondializzazione che sta trasformando rapidamente il pianeta; esige politiche svincolate dai chiusi apparati di conoscenze, che spesso sfociano nella burocrazia e nel malaffare, mentre, viceversa, andrebbero caratterizzate da competenza e meritocrazia, in grado quindi di fare rete, di promuovere la coesione, di saper intercettare e spendere i fondi pubblici, di assicurare sostegno alle vere eccellenze dei territori, da quelle del settore agroalimentare a quelle della ricettività turistica”.
Conclude Mamone: Tutto ciò conferma come la questione meridionale sia più viva che mai e proprio qui vanno concentrate le politiche più discontinue con il passato, quindi coraggiose e lungimiranti. Perché proprio nel Sud si giocherà la partita più importante per il futuro del nostro Paese”.

