MUSSOMELI – Nessun rapporto d’amore/odio ma un approccio gestionale professionale verso l’ospedale di Mussomeli dove la terra di frontiera lo è più che altrove, come hanno provato sulla propria persona i dirigenti dell’Asp che l’altro pomeriggio da Caltanissetta hanno percorso in auto la disastrata provinciale per ricevere la donazione di due sedie a rotelle da parte del Rotary club. Un tracciato che i pendolari ben conoscono e per il quale ringraziano ogni giorno la politica solerte e lungimirante che rende sempre avventuroso percorrerlo giusto per non dimenticare di essere nel Far West (indiani esclusi).
Il manager Carmelo Iacono, a margine della cerimonia s’è concesso ai nostri microfoni chiarendo che l’annunciata apertura della Riabilitazione al momento rimane in stand by e mettendo i punti sulle i circa la richiesta di attivazione del Percorso nascita a seguito dell’approvazione all’unanimità dello specifico ordine del giorno da parte del Consiglio comunale.
Dottor Iacono che ci dice degli arredi alberghieri?
“Abbiamo chiuso la gara e gli arredi stanno arrivando in tutti i presidi, ma non so in dettaglio quali sono i lotti qui destinati e il calendario delle distribuzioni, e non vorrei dare notizie imprecise. Posso però dire che sono molto soddisfatto di quanto fatto in questi due anni di mandato, perché nel mettere ordine mi sono reso conto che abbiamo lavorato davvero tanto e questo grazie alla grande squadra che mi coadiuva e con la quale abbiamo realizzato grandi cose”.
Mussomeli sempre spina nel fianco?
“Assolutamente! Mussomeli è un presidio che va rispettato come tutto il territorio e al pari di tutti gli altri presidi. A Mussomeli ho dato le risposte con atti concreti come la nuova Tac, l’endoscopia 3D, una Chirurgia che sta lavorando, abbiamo aperto la Lungodegenza”.
Cosa risponde al Consiglio comunale che ha approvato un ordine del giorno sollecitando l’attivazione del percorso nascita?
“Il percorso nascita è stato da noi già impostato ed abbiamo formato il personale per seguire le donne in gravidanza. Quindi non ci dicono nulla di nuovo perché il nostro Dipartimento Materno-infantile ha fatto quello che doveva fare e stiamo seguendo le procedure attivate”.
Sembra che lei con questo ospedale abbia un rapporto di amore/odio?
“Assolutamente! Non sono autorizzato ad avere rapporti di odio con le strutture che mi sono state affidate. Ho un rapporto di responsabilità e ciò che faccio lo faccio perché ci credo e quindi con amore”.
Ultima domanda: che futuro per la pediatra?
“La carenza di specialisti è una spina nel fianco. Tanto per essere chiari: per le nostre aree di emergenza come Anestesia e Pronto soccorso, abbiamo recuperato del nostro personale che era in comando o in aspettativa presso altre Asp, facendolo rientrare ai propri posti perché non abbiamo altra possibilità di reclutare specialisti. Alcuni di loro hanno fatto ricorso al giudice per non rientrare. E in alcuni casi il giudice ha concesso loro di non rientrare e tali provvedimenti andranno in discussione a strettissimo giro in tribunale dove noi contiamo di dimostrare le nostre ragioni, ma tra questi nessuno è specializzato in pediatria”.
E mancando i pediatri insomma, non si può assicurare il servizio in loco. (FONTE : Roberto Mistretta)

