Salute

Chiusura punto nascita Mussomeli, lettera aperta del Vescovo Russotto: “Non abbandoniamo il territorio, chi di dovere si faccia un esame di coscienza”

Redazione

Chiusura punto nascita Mussomeli, lettera aperta del Vescovo Russotto: “Non abbandoniamo il territorio, chi di dovere si faccia un esame di coscienza”

Mar, 03/05/2016 - 10:09

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Russotto ai giornalisti (2)_800x530CALTANISSETTA – Riceviamo e pubblichiamo.
Con questa mia lettera aperta desidero rivolgermi alle competenti istituzioni interessate a vario titolo alla vexata quaestio che attanaglia il Presidio Ospedaliero “M. I. Longo” di Mussomeli, specificamente circa la chiusura del punto nascita. 
Ormai da qualche anno il dibattito va avanti e sembra non siano sufficienti le varie mobilitazioni e proteste organizzate dalle associazioni locali, dai medici, dal personale ospedaliero e dall’amministrazione comunale, che per le vie istituzionali sta battendo tutte le strade possibili affinché si conceda una deroga alla chiusura del punto nascita. Una tale deroga infatti era stata ammessa con decreto dell’allora Assessore Regionale alla Sanità Lucia Borsellino, qualora si fosse messo in sicurezza il punto nascita. La messa in sicurezza consisterebbe nel potenziamento del reparto attraverso l’aumento del personale. Tuttavia, la messa in sicurezza è stata disattesa dall’Asp 2 e dall’Assessorato, gli organi competenti a realizzarla, ragion per cui la chiusura del punto nascita è conseguita automaticamente. 
Ulteriori criteri affinché il punto nascita non chiuda sono il tetto minimo di 500 parti l’anno, una cifra abbordabilissima se non ampiamente superabile se si considera che l’ospedale di Mussomeli serve territorialmente comuni di tre province: Caltanissetta, Palermo, Agrigento (Montedoro, Bompensiere, Vallelunga, Villalba, Campo franco Valledolmo, S. G. Gemini, Castronovo, Casteltermini, Sutera, Acquaviva, Lercara Friddi, Alia, Marianopoli). 
Inoltre trovandosi in territorio montuoso, secondo un decreto del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, se il punto nascita di Mussomeli registra 500 parti l’anno può ottenere la deroga alla chiusura. La stessa deroga, in virtù della rinuncia per ragioni economiche alla messa in sicurezza della clinica Attardi di Santo Stefano di Quisquina (che ha registrato 136 parti), potrebbe concretizzarsi perché il flusso di gestanti convergerebbe a Mussomeli e le 500 unità sarebbero più facilmente raggiungibili. 
Tuttavia, se lo stesso Assessore regionale alla Sanità, on. Baldassarre Gucciardi, ha ufficialmente manifestato la disponibilità alla messa in sicurezza del punto nascita di Mussomeli, perché la chiusura del punto nascita non va in deroga? Perché non si realizza tale messa in sicurezza? Eppure è stato dimostrato che i requisiti possono esserci. Accade però che a Bronte e Licata, i cui punti nascita rientrano tra quelli di cui è stata predisposta la chiusura (l’altro è Linosa), gli ospedali hanno ottenuto la deroga. Eppure a Bronte i parti sono ben inferiori alle 500 unità, dalle 200 alle 250, quasi come Mussomeli; Bronte ha le stesse condizioni viarie disagiate come Mussomeli, ma si trova a soli 12 km dal punto nascita di Biancavilla. Le distanze da e per Mussomeli invece, con le strade sempre più disastrate, sono ben superiori (approssimativamente Caltanissetta a 50 km, Palermo a 100 km, Agrigento a 50 km), ed essendo comune montano, ripeto, può godere della deroga, trovandosi nella concreta possibilità di far nascere ben più di 500 bambini all’anno! Siamo costretti a registrare una inspiegabile disparità di trattamento a danno della popolazione. 
L’appello che rivolgo a tutti, a partire dal Ministro e dall’Assessore regionale alla salute, alle istituzioni fino all’ultimo funzionario impegnato nel mondo della sanità, è quello di fare attenzione alle reali criticità del territorio, soprattutto quello nisseno e in particolare il “Vallone”, dove insiste l’Ospedale di Mussomeli. Esso è un importantissimo crocevia che non deve essere chiuso, ma piuttosto, messo nelle condizioni di rendere più efficace il servizio alla gente. Non si capisce perché infatti in altri punti nascita si ottengano deroghe al di fuori dei requisiti previsti, mentre per Mussomeli sembra che si voglia lasciare morire il territorio, abbandonandolo a se stesso. Ognuno faccia le proprie riflessioni e soprattutto il proprio esame di coscienza e ne tragga le conclusioni e i buoni propositi per garantire i servizi necessari. 
Mons. Mario Russotto 
Vescovo di Caltanissetta

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