CALTANISSETTA – La fiammante polemica radiofonica appiccata dalla consigliera comunale Valerio Alaimo che ha usato parole pesanti nei confronti di Sergio Cirlinci (nella foto), si anima di una nuova “puntata”. Proprio Cirlinci, chiamato in causa da Valeria Alaimo, ma senza possibilità di contraddittorio, durante la puntata di “Tony accesi”, in onda su radio CL1, di domenica 17 aprile, ha inviato una nota stampa in cui stigmatizza l’operato e le parole di Valeria Alaimo che definisce “arrogante e presuntuosa”.
Nella vita come in politica, il rispetto della persone è fondamentale. Arroganza e presunzione sono le peggiori qualità di una persona, se poi questa persona è pure un politico, rappresentante dei cittadini, da cui viene pagato e che dovrebbe rappresentarli, la cosa è molto più grave. Il politico è chi, eletto dai cittadini sulla base di un suo programma o quello di un partito/movimento, si realizza nel ruolo di rappresentante e difensore delle esigenze degli stessi, accettando in egual misura complimenti e critiche. Probabilmente qualche politico locale, dall’alto dei suoi, o quasi, 309 voti, per sua abitudine linguistica e caratteriale usa parole ed atteggiamenti che, oltre a manifestare una cattiva educazione, denota, cosa più grave per un politico, disprezzo nei confronti di un cittadino che lo critica. Purtroppo ieri durante la trasmissione radiofonica Tony Accesi su Radio Cl 1, nulla da rimproverare al conduttore che sicuramente è stato anche lui colto di sorpresa, avendo già per buona parte della trasmissione avuto difficoltà ad arginarne l’esuberanza, ho ascoltato una persona permettersi il lusso di offendermi e raccontare falsità sula mia persona, sapendo ed approfittando della mia assenza in studio e del fatto che non potevo replicare neanche telefonicamente essendo la trasmissione giunta alla fine. Ha pure citato il mio cognome invitandomi a non sfuggire o a non cambiare strada, insinuando una mia paura nell’affrontarla, senza che ciò si sia mai verificato. Spesso, però, si confonde la volgarità per spontaneità. L’ingiuria e la calunnia, caro politico, sappi che vengono punite perché il nostro ordinamento giuridico non può tollerare aggressioni alla reputazione delle persone, le quali hanno diritto a controbattere per non vedere lesa la propria dignità personale e la propria immagine. Parlare e dire cose non corrispondenti al vero, sapendo di non poter essere smentiti, è altresì scorretto. Non volendo dibattere con questa persona, ritenendolo tempo perso, ritengo che sbagliare sia umano, ma chiedere scusa, anche per evitare conseguenze, è altresì intelligente nonchè doveroso.
Sergio Cirlinci

