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Agrigento-Caltanissetta. Nel cantiere della 640, un modello ben fatto per l’applicazione dei Protocolli di legalità

Redazione

Agrigento-Caltanissetta. Nel cantiere della 640, un modello ben fatto per l’applicazione dei Protocolli di legalità

Sab, 22/03/2014 - 15:13

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imageCALTANISSETTA – Si è parlato dei risultati dell’applicazione del Protocollo antimafia siglato due anni fa in Prefettura, durante un incontro che si è svolto il 21 marzo a Caltanissetta, nella sede del Contraente generale “Empedocle2”, la società che si occupa dei lavori di raddoppio della SS 640. Erano presenti il vice prefetto di Caltanissetta Licia Messina, a cui è stato illustrato il nuovo modello antimafia applicato nei cantieri: un metodo della Cmc di Ravenna e attuato in Sicilia proprio tra Agrigento e Caltanissetta, nei cantieri della vecchia statale curati dal consorzio di imprese fatto da Cmc, Tecnis e Ccc.

“E’ il nostro modello organizzativo – ha detto l’Ing. Pierfrancesco Paglini, project manager dell’Empedocle – che consente di disciplinare le attività di prevenzione ed evitare i tentativi di infiltrazione della criminalità”. “Abbiamo creato un ufficio apposito che si occupa degli accessi delle persone e dei mezzi – ha aggiunto Paglini – degli accertamenti periodici delle ditte impegnate, dei controlli nelle aree di lavoro e negli oltre ottanta varchi di ingresso che vengono monitorati giorno e notte”.

Oltre all’ingegnere Paglini sono intervenuti il Dott. Giancarlo Perrotta, responsabile Unità protocolli di legalità dell’Anas, l’Ing. Dario Tita, responsabile dell’Ufficio Protocollo di Legalità di “Empedocle2” e il Dott. Calogero Nicosia, funzionario della Prefettura di Caltanissetta. Hanno partecipato al dibattito dirigenti di Anas, del Contraente generale, sindacalisti di Caltanissetta e altre autorità del territorio.

Intanto proseguono i lavori sia nel primo che nel secondo lotto. Nel nisseno le attività lavorative si intensificano giorno dopo giorno. Tra le opere d’arte della grande infrastruttura, la “Galleria Caltanissetta” che sarà scavata da una fresa Tbm-Epb. Due tunnel di quattro chilometri ognuno. Lo scavo, il cui metodo è unico in tutto il territorio siciliano, inizierà prima dell’estate.

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