CALTANISSETTA – Il 3 luglio u.s. ho subito un intervento chirurgico presso il reparto di chirurgia generale dell’ospedale “S. Elia” di Caltanissetta. Sono stato dimesso dopo 3 giorni e successivamente (non ricordo se il 6 o il 7 luglio) ho presentato richiesta della cartella clinica. All’infermiera che ha ricevuto la mia richiesta ho chiesto dopo quanto tempo mi sarebbe stata consegnata: la risposta che ho ricevuto è stata che vengono consegnate nel tempo minimo di 30 giorni e massimo 60.
Dopo il 10 settembre mi sono recato presso l’archivio dove avevo presentato domanda, ma ancora, dopo più di 60 giorni, la mia cartella non era in consegna.
Trascorsi ulteriori 10 giorni ripeto la stessa cosa, ma la risposta è sempre la stessa: “la cartella non è ancora pervenuta in archivio per la consegna”.
In data odierna – 7 ottobre 2013 – essendomi nuovamente recato presso il suddetto archivio, incredibilmente la risposta è stata la stessa delle due volte precedenti con l’aggiunta, stavolta, dell’invito a recarmi io stesso presso il reparto di chirurgia per chiedere ulteriori informazioni.
Recatomi presso il reparto di cui sopra e avendo esposto ad una infermiera, che mi ha aperto la porta, il mio problema, la stessa mi ha indicato il caposala. Quest’ultimo ha guardato un registro e con atteggiamento “irritato” mi ha risposto che la mia cartella non era ancora pervenuta in reparto e se avessi voluto avere ulteriori spiegazioni dovevo recarmi presso il reparto analisi e chiedere notizie. Da profano, cui mi ritengo essere, ho chiesto gentilmente al mio interlocutore se poteva lui fare una telefonata per chiedere notizie, per due motivi: e per non sballottarmi ancora da un reparto all’altro e perché probabilmente nessuno avrebbe soddisfatto la mia richiesta non foss’altro per la tutela della privacy, l’individuo che avevo davanti, con fare molto arrogante, mi ha risposto che lui non si trovava in quel posto per le esigenze telefoniche degli utenti, ma per altro. Si comprenderà benissimo che la pazienza ha sempre dei limiti e la mia, purtroppo, è finita in quel momento. Sicuramente avrò alzato troppo la voce, cosa che non avrei dovuto fare nel luogo in cui mi trovavo e di questo chiedo pubblicamente scusa specialmente ai pazienti che in quel momento erano presenti in reparto e a tutto il personale medico e infermieristico che in quel luogo operano con molta diligenza e professionalità avendolo io stesso constatato.
Percorrendo le scale che portano a terra ho incontrato una Dottoressa che, ascoltata la mia storia con molta pazienza e avendo individuato la persona con la quale avevo avuto il diverbio, mi ha consigliato di rivolgermi all’U.R.P. dove mi ha accolto il Dott. Polisano che con la sua gentilezza e cortesia ha fatto una telefonata rassicurandomi che la mia cartella clinica sarà pronta all’inizio della prossima settimana.
Per concludere dico soltanto che se il capo sala del reparto di chirurgia si fosse comportato con la professionalità dovuta e senza arroganza penso che tutto ciò non sarebbe successo e tutti e due avremmo senz’altro fatto una bella figura. Ma chissà se il caposala del reparto di chirurgia generale dell’ospedale “S. Elia” in servizio la mattina del 7 ottobre 2013 capirà mai che la gentilezza, la cortesia e l’umiltà sono doti di ricchezza che rendono grandi gli uomini qualunque posto ricoprono, specie nel sociale!
Toscano Cateno Vittorio
di Redazione 1
Sab, 14/03/2026 - 07:13

