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Una finta cuccagna

Redazione

Una finta cuccagna

Lun, 07/10/2013 - 22:02

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Con Berlusconi va ai lavori socialmente utili anche l’interpretazione berlusconiana del liberismo.
L’Italia ha vissuto quasi venti anni all’ombra dell’ex cavaliere, ex presidente del Consiglio, ex incensurato, che ha ipnotizzato la nazione con la pretesa rivoluzione liberale che avrebbe arricchito tutti, indistintamente, perché, secondo Berlusconi, l’arricchimento dei già ricchi avrebbe provocato, a cascata, una dilatazione della ricchezza nazionale; invece, l’arricchimento dei ricchi non ha fatto altro che sollecitare l’evasione fiscale e l’esportazione dei capitali all’estero. Non c’è mai stata una descrizione puntuale ed attenta del liberismo secondo la “rivoluzione liberale” che l’ex tutto ha promesso in questi ultimi venti anni; non ha mai spiegato cosa intende per rivoluzione liberale, con quali fini, quali progetti. Si è limitato a sostenere la libertà delle persone, ma fino ad arrivare al libertinaggio; ha anche suggerito l’evasione fiscale per punire un fisco esoso ed ha contribuito pesantemente a favorire l’evasione concedendo sanatorie ripetitive, condoni tombali, fino ad inventare un osceno scudo fiscale per rendere anonimi i capitali esportati e scolorirne il nero assoluto, con grande gaudio degli evasori e delle varie mafie che pullulano in Italia.
Il trucco c’è e si vede pure !
Il trucco è durato venti anni, prima che le vittime si accorgessero del gioco delle tre carte. A godere dei privilegi riservati a pochi sono stati i grandi evasori e le grandi associazioni malavitose, forti dell’assenza dello Stato applicata dai governi Berlusconi che ha evitato ogni forma di controllo preventivo in nome della libertà. E la stragrande maggioranza che non evade perché tassata alla fonte, che non dispone di capitali all’estero perché non arriva a fine mese, nonché i disoccupati, i sotto-occupati, i giovani in cerca di prima occupazione, cosa fanno ? Solo ora cominciano a rendersi conti di essere stati turlupinati per venti anni; in tutto questo tempo, nelle intenzioni dei governi Berlusconi, non sono esistiti; non è stato elaborato nessun provvedimento per equilibrare le condizioni economiche, con un trucco semplice quanto efficace. E’ bastato, infatti non parlare di loro ai vertici dello Stato perché se ne ignorasse l’esistenza, mentre i media finanziati dal regime aprivano le porte all’offensiva mediatica secondo la quale non esisteva la povertà, non esistevano i disagi economici, perché tutti benestanti, con molti ricchi e/o ricchissimi; la crisi non esisteva, i consumi dovevano continuare senza pensare al risparmio, perché tutto sarebbe andato per il meglio; in fondo l’Italia sarebbe tra le nazioni più ricche del pianeta, anche se alcune categorie sono in momentanea difficoltà, ma sulla via della ricchezza, specialmente affidandosi alle mani taumaturgiche del plenipotenziario della menzogna. Per venti anni gli hanno creduto, ora c’è voluto una condanna in tre gradi di giudizio per far aprire gli occhi foderati di prosciutto (di pessima qualità).

Rosario Amico Roxas

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