CALTANISSETTA – “L’iniziativa di oggi non ha colore politico, né tantomeno partitico. Scopo della conferenza è quello di tentare di unire tutte le forze sane di Caltanissetta, indipendentemente dagli schieramenti di appartenenza. È arrivato il momento di mettere da parte le contrapposizioni e di combattere insieme una battaglia a difesa della nostra storia, delle nostre tradizioni, della nostra cultura, della nostra economia”. Parlano Sergio Iacona, avvocato penalista e consigliere comunale indipendente e Gianfranco Di Maria, segretario provinciale della CISL FP. Insieme, questa mattina, hanno tenuto una conferenza stampa nell’affollato foyer del teatro Regina Margherita di Caltanissetta. Presenti diversi consiglieri comunali, sindacalisti, professionisti e rappresentanti di movimenti politici.
“La recente normativa regionale – continuano – ha previsto l’abolizione delle province. Tuttavia ancora non sappiamo in che modo avverrà il riordino. A detta degli stessi deputati regionali, questa riforma non è altro che un contenitore vuoto. Del resto, ancora non si conoscono i criteri di rimodulazione dei territori provinciali”. Iacona e Di Maria hanno dapprima sottolineato il pericolo che corre Caltanissetta: “Rischiamo un ridimensionamento storico. La città potrebbe trovarsi sbalzata indietro di oltre duecento anni. Sarebbe il colpo di grazia per un territorio già visibilmente depresso come il nostro”.
Poi hanno specificato il senso della loro proposta: “Non abbiamo intenzione di portare avanti una difesa fine a stessa dell’ente provincia. La nostra volontà è piuttosto quella di sensibilizzare quante più persone affinché si crei un movimento di pensiero e si costituisca un vero e proprio presidio a difesa di Caltanissetta”.
Puro campanilismo? “Certo che no. Il punto è che non ci rassegniamo all’idea che debba pagare sempre chi è politicamente più debole. In questo modo l’entroterra della Sicilia, il cuore della Trinacria, rischia di essere confinato a una mortificante marginalità”. Tutta colpa della politica? “Dai nostri rappresentanti politici sono giunti segnali debolissimi. Al di là di un tentativo portato avanti dal grillino Cancelleri, il quale ha proposto che il riordino in consorzi ricalchi lo schema territoriale delle precedenti province, non si è sentita alcuna voce. Addirittura il presidente Crocetta ha snobbato il consiglio comunale nisseno, disertando la seduta straordinaria proprio sul tema in questione”.
Poi puntualizzano: “Non vogliamo fare polemiche, non abbiamo intenzione di attaccare nessuno. Al contrario, l’intento è quello di lavorare nell’esclusivo interesse della città. Per questo serve un’opera di reale pacificazione”.
A questo punto rivolgono un accorato appello “al sindaco, ai consiglieri comunali, ai deputati locali, ai sindacati, alle associazioni di categoria, ai movimenti civici e a tutte quelle persone che hanno a cuore le sorti di Caltanissetta, a mobilitarsi. Bisogna partire – continuano – da una corretta informazione nei confronti dei cittadini sui rischi che ognuno di loro corre a causa dell’eventuale declassamento di Caltanissetta. Lo scopo è quello di far sentire forte la nostra voce al fine di evitare che la riforma delle province sia approvata seguendo criteri sbagliati. Vogliamo a tutti i costi influire sulle decisioni del governo regionale”.
I due promotori indicano anche le attività che intendono portare avanti. “Nei prossimi giorni – chiariscono – promuoveremo incontri con gli ordini e le categorie professionali, con i sindacati, con i comitati e con i movimenti. È necessario il contributo di tutti, senza protagonismi né primogeniture”.
Poi lanciano l’idea di un convegno che analizzi l’importanza storica e culturale di Caltanissetta, la sua vocazione economica e le prospettive di sviluppo. Infine, concludono, “ci adopereremo per portare in piazza i nisseni. Nessuno può restare indifferente a questo grido di allarme. Organizzeremo una simbolica, pacifica e gioiosa manifestazione per le vie della città”.
di Redazione 1
Sab, 14/03/2026 - 07:13

