La sanità in provincia rischia il big bang, e i nisseni
potrebbero svegliarsi, il primo gennaio del prossimo
anno, con i sei ospedali chiusi per mancanza del
personale. Sulla testa di 96 medici con incarico a tempo
determinato, e in servizio nei presidi dell’Asp, incombe
infatti la minaccia del licenziamento. Effetto della
legge contro il precariato varata dall’ex ministro
Fornero. In 96 infatti, hanno ricevuto nei giorni scorsi
una lettera che riporta il contenuto di una circolare
firmata dall’assessore regionale alla Sanità Lucia
Borsellino, che pone alcuni paletti al precariato dei
dirigenti medici. Mercoledì i direttori di presidio si
sono riuniti assieme ai dirigenti dell’Azienda sanitaria
provinciale per discutere di quella che assomiglia ad una
vera e propria bomba pronta a deflagrare. I vertici
aziendali sarebbero però apparsi piuttosto ottimisti,
preannunciando per lunedì una riunione a Palermo nel
tentativo di trovare una soluzione. “A quanto pare-
conferma il direttore di presidio dell’ospedale Longo di
Mussomeli Alfonso Cirrone Cipolla- vi sarebbero delle
enormi possibilità che si possa scongiurare il
licenziamento dei precari. E’ probabile che la data
perentoria del 31 dicembre non venga considerata. Al
contrario sarebbe gravissimo. Gli ospedali rischierebbero
di chiudere. Basta immaginare che tra i 96 dirigenti
medici precari ci sono cardiologi, anestesisti, pediatri,
chirurghi. Se vengono mandati a casa rischieremo di
mandare a casa pure i pazienti”. Intanto le falle nel
personale medico si sono allargate sotto il peso di
quella clausola, posta della scorsa legge di stabilità
dall’ex ministro Balduzzi, che blocca i concorsi nella
sanità e incoraggia la revisione delle piante organiche
di tutte le Aziende sanitarie italiane

