CALTANISSETTA – La Storia patria è uno dei Beni immateriali di più grande importanza, anche per il futuro, perché dalla passato si traggono gli insegnamenti necessari per guardare avanti, evitare eventuali errori, migliorarsi. Caltanissetta, da questo punto di vista, è assolutamente indietro: manca una saggia politica del restauro e delle conservazione; manca la conoscenza; manca una politica turistica; manca il rispetto.
Concedere, per come sembra abbia fatto il Municipio nisseno, di utilizzare una Statua storica, realizzata dal grande Michele Tripisciano, per un’iniziativa a ricordo delle vittime del lavoro è assolutamente assurdo. Dare il nulla-osta per far diventare l’effigie di un Capo di Stato una pagliacciata è una carenza culturale.
Invece di pensare a provvedere ad un attento restauro di un’opera d’arte, in città ci si perde nel dibattito del se e come vada spostata una statua posta in quel punto dal 1922; invece di mettere in evidenza un monumento si pongono davanti degli osceni vasi con magnolie; invece di tutelare un’opera di Tripisciano si dà l’assenso a che un’iniziativa pur lodevole trasformi tutto in una pagliacciata.
Si esprime lo sdegno con cui viene “utilizzata” una finta cultura in questa città, nonché per la totale mancanza di regole, regolamenti e criteri di concessione dei patrocini.
Per il resto si resta senza parole.
Caltanissetta, 12 ottobre 2013.
Il Fiduciario nisseno
Marcello Bocchino

