CALTANISSETTA – Si è conclusa la fase preliminare istruttoria della maxi-inchiesta “Les jeux sont faits”. Il GUP Lirio Conti ha rinviato a giudizio quarantotto indagati. Inizialmente erano cinquantaquattro i soggetti coinvolti ma i finanzieri Bruno Cerami e Antonino Ciro Gusto, sono stati prosciolti “perché il fatto non sussiste”, ritenendo non vi fossero elementi indiziari congrui sottoporli a giudizio. Invece Matteo Allegro, l’assistente di Polizia Penitenziaria Giuseppe Messina, Giuseppina Mannarà e Marco Michele hanno optato il rito abbreviato.
Secondo gli inquirenti, alcune slot, allocate in vari bar nisseni, non erano collegate ai Monopoli di Stato. Nell’indagine, sono rimasti coinvolti anche alcuni appartenenti alle forze dell’ordine, ritenuti, dalla Procura, informatori degli Allegro, i quali in cambio del “favore”, avrebbero elargito regali. Inoltre ad aggravare il quadro indiziario anche i presunti interessi di Cosa nostra sull’affare slot.
La prima udienza del processo è stata fissata per il 21 gennaio nell’aula Bunker ‘Malaspina’. Sul banco degli imputati commercianti, imprenditori, gestori di locali, poliziotti, finanzieri e vigili urbani: Salvatore Allegro, Luigi Allegro, Aldo Vito Amico, Maria Grazia Amico, Marco Angotti, Giancarlo Barberi, Salvatore Massimo Barberi, Santo Bassolino, Franco Bingo, Salvatore Cataldi, Giuseppe Corbo, Francesco Paolo Cravotta, Stefano Cristiano, Giuseppe D’Anca, Alfredo D’Anna, Salvatore Di Marca, Pietra Di Marco, Pio Fallarino, Alessandro Domenico Farruggia, Aldo Alessandro Foglietto, Salvatore Fonti, Salvatore Frangiamore, Anna Iapichino, Antonio Inglese, Vincenzo Lanzafame, Maria Catena Giuseppa Lipani, Roberto Lo Bello, Luigi Lo Monaco, Maurizio Lo Piano, Luigi Lombardo, Matteo Lombardo, Agostino Sergio Longo, Biagio Mangiavillano, Alfonso Martorana, Vincenzo Felice Martorana, Gaetano Messina, Giuseppe Milazzo, Giuseppe Monelli, Giuseppe Monterosso, Francesco Nardulli, Maria Paternò, Salvatore Arcangelo Romano, Fabio Massimiliano Saja, Matteo Saracino, Lirio Torregrossa, Giuseppe Vinci, Michelangelo Vinciguerra.
I reati contestati sono l’associazione mafiosa, il concorso esterno in associazione mafiosa, peculato, frode informatica, concussione e corruzione, tutte accuse contestate a vario titolo agli imputati.
di Redazione 1
Sab, 14/03/2026 - 07:13

