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Primavera Sancataldese: il sindaco? Osteggiato dai traccheggiatori della sua stessa lista

Redazione

Primavera Sancataldese: il sindaco? Osteggiato dai traccheggiatori della sua stessa lista

Mar, 24/09/2013 - 21:36

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SAN CATALDO – Vuoto il banco della giunta. Vuota anche la poltrona del sindaco Francesco Raimondi, che aveva rassegnato le sue dimissioni due settimane fa e che, nonostante l’invito, ha deciso di disertare il consiglio comunale convocato per altro proprio per discutere di queste dimissioni che lasciano una città allo sbaraglio. I motivi della sua assenza? Non sono noti: nessun comunicato o lettera di spiegazioni o chiarimenti è arrivata al presidente Cristoforo Amico. Così come non si capisce perché anche gli assessori Giuseppe Mazza, Giuseppe Anzalone e Lorena Leonardi (ovvia invece l’assenza del dimissionario vice sindaco Gianfranco Scarciotta) non si sono presentati visto che resteranno in carica fino all’arrivo del commissario. E alla fine i consiglieri comunali se la sono “cantati” da soli. Ma la seduta è andata avanti comunque e al centro del dibattito, tolti i quattro consiglieri rimasti a sostegno del sindaco, un unico comune denominatore: il primo cittadino e la giunta hanno “snobbato” il consiglio. Forse quell’assenza tra i banchi è stata la metafora di questa legislatura ritenuta da molti poco incisiva ma soprattutto distante dai cittadini, con un’amministrazione che è andata avanti “arrancando” ma senza mai consultare il consiglio comunale. Emblematico il documento letto da Primavera Sancataldese (rappresentata in consiglio da Salvatore Citrano, Ernesto Gattuso e Salvatore Pirrello e che trovava posto in giunta con il consigliere Gianfranco Scarciotta il quale aveva rassegnato le dimissioni ancor prima del sindaco Franco Raimondi) che di seguito pubblichiamo integralmente.

“Ogni verità ha le sue facce, ogni punto di vista può essere messo in discussione opponendogli l’esatto contrario.

E con questa consapevolezza Primavera Sancataldese non si sottrarràstasera al dovere di confrontarsi sui fatti di cui oggi si discute, di assumersi le proprie responsabilità circa gli accadimenti che nel bene e nel male la vedono, come forza politica, coinvolta in questo frenetico rincorrersi di analisi e di commenti su questa vicenda.

Vogliamo innanzitutto ragionare di politica, vogliamo offrire la nostra chiave di lettura sull’accaduto,  ma vogliamo soprattutto introdurre nel dibattito il tema di come tutti noi, senza distinzione di colore politico ed appartenenza, vogliamo con scienza e coscienza recitare, da ora in avanti e fino al voto di primavera, il ruolo che i nostri concittadini ci hanno affidato.

Ma andiamo per ordine.

In primo luogo, messa da parte la sterilepolemica  introdotta dal sindaco, che continua a ripetere come un ritornello la sua versionecirca la tempistica delle sue dimissioni, parliamo dell’evidenza dei fatti.

Ebbene i fatti certificano in modo inequivocabile che i rapporti all’interno della maggioranza avevano raggiunto un punto di non ritorno, fino a portare alle dimissioni di Scarciotta, unico filo (a vedere del sindaco forse l’ostaggio) che ci teneva legati, noi ed il P.D., al sindaco ed all’ esecutivo.

E sempre attraverso il nostro punto di vista e sotto il profilo politico , vorremmo interrogarci ed offrire al dibattito di questa sera alcuni spunti di riflessione:

–          E’ consentito ad un sindaco, ai suoi assessori di riferimento, al presidente del Consiglio ed a tutti i consiglieri della sua lista, tradendo la tanto decantata CIVICITA’ e distanza dai partiti, di fare, in occasione delle regionali, apertamente campagna e propaganda  elettorale per schieramenti politici avversi a quella parte di maggioranza che sapevano  invece di colore politico diverso?

Ciò non significa calpestare senza alcun ritegno la sensibilità politica degli alleati, peraltro a loro ben nota, e il fondamento primo dell’alleanza al ballottaggio?

–          Quando il sindaco parla di minacce e di ricatti, non sembra a tutti voi che avete assistito in quest’aula ai disgustosigiochini dei traccheggiatori della lista del sindaco che hanno ripetutamente messo in difficoltà la maggioranza, che il sindaco abbia sbagliato indirizzo?

Ne è riprova la farneticante dichiarazione di chi prima pugnala e poi ritrae la mano:“NOI SIAMO QUELLI CHE PUR PORTANDOCI ALL’OPPOSIZIONE USANDO TUTTE LE STRATEGIE POLITICHE CERCAVAMO DI TENERE IN PIEDI QUESTA AMMINISTRAZIONE”.

COSA AVRANNO VOLUTO DIRE?

–          Perché invece di percepire il disagio ed il malessere di Rifondazione Comunista e comprenderne le ragioni, ha preferito, autonomamente e senza alcun concerto con gli alleati, intavolare trattative con l’U.D.C. con l’evidente intento di sostituire quella parte politica con un’altra?

–          Perché a fronte dello sfaldarsi della maggioranza, invece di mettere in essere una verifica politicaseria, ha preferito, in tutta solitudine, percorrere la strada dell’inciucio e della demolizione dell’originario assetto politico della maggioranza facendo scempio dell’accordo della prima ora?

–          Perché ha voluto addossare a noi ed a noi soli, Primavera Sancataldese e P.D., la responsabilità delle sue dimissioni, dimenticandosi dei ricattatori della sua lista ?    (e non ce ne vogliano Giannone e Bonfanti se utilizziamo lo stesso termine dedicatoci graziosamente dal sindaco).

–          Qual è nell’estremo atto delle dimissioni del sindaco la nostra responsabilità?                               Forse quella di aver manifestato le nostre rivendicazioni nelle sedi opportune senza clamori e senza ricatti come quelli posti in essere dalla metà dei componenti della sua lista?                                                         Forse quella di aver presidiato il Consiglio con coerenza e senso di responsabilità in tutte le occasioni contro le bordate dell’opposizione, i distinguo di Rifondazione Comunista ed i terroristi della sua lista?

Ebbene diciamola una volta per tutte, la nostra unica responsabilità, assieme al P.D., è quella di aver rivendicato una maggiore aderenza tra i rapporti di forza all’interno del Consiglio e gli assetti dell’esecutivo, per farla breve e per metterla sul piano delle meschinità che sono state propalate a piene mani sulla stampa e nelle interviste radiofoniche e televisive, UN ASSESSORE.

Ed il sindaco si dimette.

E si dimette nel momento in cui ci si doveva accingere alla formazione del bilancio, al varo del regolamento Tares, al passaggio di consegne tra l’Ato Rifiuti e le nuove Srr , a produrre il massimo sforzo per sfruttare al meglio le provvidenze derivanti dall’adesione al Patto dei Sindaci ed alle altre tante importantiquestioni di interesse per la città.

Si dimette nel momento in cui avrebbe invece dovuto serrare le file, anche senza una maggioranza numerica in consiglio come buona parte dei sindaci d’Italia (per non andare lontanocome a Caltanissetta, Mussomeli, Niscemi e Gela).

Dice invece il sindaco che la cessione di un assessorato avrebbe mortificato gli equilibri della prima orae per questo, segretamente, mettein cantiere una trattativa con l’U.D.C. che poteva pure starci e rispetto alla quale non avremmo avuto pregiudiziali, se opportunamente coinvolti.

E qui sta la debolezza delle ragioni delle sue dimissioni.

In primo luogo perché ha sempre rifiutato l’idea e non si è mai sforzato di realizzare una maggioranza unita e coesa anche davanti alla difficoltà delle sfide che ci attendevano, distinguendo sempre tra io e loro, tra me e gli altri, gli alieni, gli intrusi, i figuranti.

In secondo luogo perché intavolando una trattativa con l’U.D.C. avrebbe sì o no snaturato lui stesso gli equilibri della maggioranza? E tutto ciò senza il minimo rispetto della dignità degli alleati, senza portarli a conoscenza di nulla e senza alcuna consultazione.

Con questi suoi comportamenti ha calpestato senza minimamente pensarci i due capisaldi di cui si era riempito la bocca in campagna elettorale: L’INCLUSIONE E LA PARTECIPAZIONE, dando libero sfogo al suo innato egocentrismo, mai dissimulato, esaltato in tutte le occasioni con l’utilizzo continuo dell’unico soggetto a lui conosciuto:io, io, io,mai noi, mai l’amministrazione, mai la maggioranza.

Non vorremmo che invece la ragione delle sue dimissioni risieda altrove.

Se così è, tutti, e noi per primi, abbiamo il dovere di rispettare sotto il piano umano e personale la scelta di cui oggi dibattiamo e non indagare oltre.

Non possiamo però accettare, se così non è, che la responsabilità politica della resae della fuga dalle responsabilità vengano giustificate,come è stato fatto, attraverso il gesto eroico di non aver ceduto al più turpe e meschino mercato delle poltrone.

Quando in una sua intervista sulle sue dimissioni,il sindaco paragona l’amministrazione ad una nave,splendidamente governata dal suo indomito capitano, in procinto di avventurarsi in un mare periglioso, sappia che un buon capitano non abbandona la nave al primo segnale di burrasca, anzi non l’abbandona neanche quando affonda.

Non sapeva il sindaco prima di candidarsi, ancor prima di apparentarsi, che non si trattava di una nave da crociera, ma di un barcone pieno di falle che per galleggiare non poteva fare ameno dell’aiuto di tutto l’equipaggio?

Per usare un altro esempio forse più calzante: si tratta di una resa alla quale va tributato l’onore delle armi o di una fuga precipitosa dal fronte.

La lunga e meditata riflessione che ha condottoin piena solitudine il sindaco alle dimissioni, come lui stesso ha affermato, conduce la nostra comunità allo sbaraglio in un momento di difficoltà estrema, tocca a tutti noi adesso, senza distinzione di appartenenza, confrontarci sui temi di interesse per la città, esercitando nel contempo le azioni di stimolo consentiteci nei confronti della gestione commissariale che verrà.

Non ci interessa il dibattito tra chi tra noi consiglieri dichiara di dimettersi (salvo pentirsene l’indomani) e chi più responsabilmente ritiene che il Consiglio Comunale debba rimanere in vita, quale organo di rappresentanza dei cittadini nella pienezza dei suoi poteri ed, in tale veste, continuare ad operare nella sua attività di proposizione, di controllo e di vigilanza”.

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