SAN CATALDO – Da una lettura attenta della lettera, che l’ex Sindaco ha pubblicato per motivare le sue dimissioni, appare chiara la logica che ha inquinato il percorso amministrativo, nato appena 15 mesi fa. E’ infatti evidente che la sorgente della situazione in cui ci troviamo sta nell’apparentamento, permesso dalla legge elettorale e utilizzato senza scrupolo, finalizzato all’ottenimento di cariche e poltrone: consiglieri che non dovevano essere in questo Consiglio comunale si trovano in Consiglio comunale; candidati bocciati al primo turno sono usciti dalla porta per entrare dalla finestra; un Sindaco è diventato tale solo per calcoli sommatori.
Chi aveva i titoli ed i numeri ha finito per non essere presente in Consiglio Comunale, chi rappresentava il 12,42% dell’elettorato sancataldese [1704 voti di lista] ha avuto solo due rappresentati in Consiglio Comunale, cosi come chi ha avuto uno striminzito 5.07 % [nemmeno 1/3 dei voti di Riprendiamoci la Città] ha analogamente avuto due rappresentati.
Una mera logica numerica, seppur nell’alveo del rispetto della legislazione vigente, ha portato ad una saturazione della rappresentatività che la cittadinanza aveva voluto.
La forza dei numeri ha garantito la fortuna di qualcuno, ma ha consegnato l’Amministrazione Comunale ad una fine ingloriosa e per tanti versi scontata.
Al voto, in cui i cittadini hanno ingenuamente riposto speranze di cambiamento, si è risposto con l’improvvisazione e con l’inganno delle vere motivazioni di base, poiché la politica non è tatticismo, in cui si vende o si compra.
A voler dare per buoni i propositi di quella fallace alleanza, c’è da sottolineare la mancanza di esperienza, rappresentatività ed a volte competenza degli amministratori in carica: scollegati, ognuno per sé, senza una guida leader capace di trasformare solitudini politiche sparse in un autentico progetto comune ed in un coinvolgimento utile ad evitare le radicalizzazione delle posizioni originarie.
Si è abdicato alla Politica, per sostituirla con un disegno autoritario, inadatto a dare risposte ai problemi, capace invece di crearne nuovi.
In questi 15 mesi non abbiamo mai assistito alla concreta applicazione della tanta sbandierata partecipazione sia della popolazione che degli organi istituzionali; partecipazione che avrebbe dovuto essere l’emblema del cambiamento rispetto al passato.
Il primo atto della nuova amministrazione, contrariamente alle aspettative ed alle dichiarazioni pubbliche, non è stato un atto di discontinuità con il passato e di pacificazione sociale: tutt’altro, è stata l’imposizione del SINDACO della figura del Presidente del Consiglio Comunale !: uomo vicino alla sua persona.
Mai il Consiglio comunale, almeno la componente di opposizione è stato coinvolto nella fase decisionale di alcuni provvedimenti di notevole ricaduta per la Città: il bilancio partecipato, gli incontri a Palermo, le modalità di regolazione della sosta, la rimodulazione degli ATO, la definizione del bando di gara per l’affidamento del servizio di Smaltimento dei Rifiuti Soldi Urbani, la definizione del regolamento sulla TARES, il regolamento e la definizione delle aliquote IMU, la ubicazione della fiera di maggio, etc. sono rimasti tabù per le opposizioni, le quali ultime sono state interpellate soltanto al momento del voto.
Pensavamo che tale PARTECIPAZIONE in fase di definizione dei provvedimenti, venisse impedita alla sola opposizione, ma adesso alla luce delle numerose recenti corrispondenze sui giornali, dobbiamo ritenere che questo SINDACO e questa compagine Assessoriale, ha scientificamente impedito che anche i consiglieri di maggioranza conoscessero gli atti di cui poi veniva chiesta la fatidica alzata di mano per permetterne l’approvazione !.
Di contro abbiamo invece assistito alla presenza di un SINDACO solo, di un Sindaco che ha calpestato il significato del termine Partecipazione, un Sindaco che ha sempre esordito con il pronome personale “IO”, “IO”, “IO”; un Sindaco che ha sconosciuto il termine collegialità e che non mai chiesto pubblicamente il sostegno dell’intero consiglio comunale su atti di fondamentale importanza per la Città e che anche quando occorreva assumere decisioni più clamorose per il bene della Città.
Abbiamo invece ascoltato quasi quotidianamente alla nota litania: io mi sono recato, io ho amministrato, io ho iniziato, io ho eliminato, il mio progetto ambizioso, io assieme ai consiglieri di maggioranza, io …. etc.
Nonostante in campagna elettorale ci si è sciacquati la bocca con il termine partecipazione e sebbene il nostro ex SINDACO si è permesso di fornire pubblicamente il proprio numero di telefono in occasione dell’ultimo comizio della campagna elettorale – dichiarandosi disponibile ad ascoltare e cercare di risolvere le problematiche di ciascuno dei nostri concittadini -, abbiamo invece assistito alla negazione di tutto ciò: un SINDACO che ha imposto con autorità il NO alla richiesta di circa 400 concittadini che con una sottoscrizione hanno reclamato di non riattivare il servizio della sosta a pagamento con il sistema in atto vigente; un SINDACO che ha considerato carta straccia la petizione di altri 400 concittadini che chiedevano di eliminare l’inutile e dannoso per l’economia e viabilità sancataldese, divieto di acceso imposto in via Carducci, non poteva essere il Sindaco di tutti, ma il SINDACO si sé stesso: un Podestà!!.
Abbiamo assistito allo sbandieramento del tanto decantato ambizioso programma elettorale delle tante cose fatte. Ma vogliamo veramente illustrare cosa è stato fatto in 15 mesi:
– POLITICHE SOCIALI, FAMIGLIA ETC:
1) Nulla per i diversamente abili e l’eliminazione delle barriere archietettoniche [Nonostante il nostro Gruppo Consiliare ha portato in Consiglio Comunale e fatto approvare il PEBA (Piano per l’eliminazione della barriere architettoniche);
2) IPAB: Il nostro gioiello invidiato dall’intera provincia, è ormai un relitto forse non più recuperabile. Non è stato nominato il Consiglio di Amministrazione, ma ha preferito far Commissariare la struttura. Nessuna prospettiva per il futuro;
3) ASILI NIDO: Non è stata prevista la riattivazione degli asili pubblici;
4) SERVIZI SANITARI: Un ospedale ormai dotato di soli alcuni particolari e speciali reparti e cittadini che al bisogno sono costretti a richiedere assistenza presso la bolgia del Pronto Soccorso del Sant’Elia o a rivolgersi altri Presidi Sanitari di fuori Provincia;
– POLITICHE GIOVANILI
1) ESECUTIVO GIOVANI: Rimasto sulla carta del programma elettorale e mai attenzionato;
2) UFFICIO “GIOVANI IDEE PER IL FUTURO”: Rimasto sulla carta;
3) CONSULTA GIOVANILE: Approvato il nuovo Regolamento con la delibera Consiliare n° 10 del 30/01/2013, come emendato con la delibera consiliare n° 32 del 28/02/213 – Mai attivita !!:
– POLITICHE SPORTIVE
1) COLLABORAZIONE ASSENTE CON LE REALTA’ SPORTIVE DEL NOSTRO TERRITORIO;
– SCUOLA
1) Limitatissimi impegni anche di natura economica sono stati rivolti alle istituzioni scolastiche che in via sussidiaria e sostitutiva – data la latitanza del COMUNE – sono intervenute con opera di volontariato ed a spese dei genitori degli alunni frequentanti, per pitturare le aule ed eseguire lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria idonei a permettere minimali condizioni di benessere per gli allievi;
– AMBIENTE
1) RIFIUTI SOLIDI URBANI: Il totale fallimento ha caratterizzato l’Amministrazione Raimondi, che ha portato a far sì che in 15 mesi di amministrazione la nostra Città ha dovuto subire e sopportare ben 8 emergenze gestionali;
2) Raccolta differenziata mai attivata, ma anzi dismissione del progetto pilota che aveva iniziato ad ingenerare una modifica dello stile di comportamento dei nostri concittadini;
3) Mai attuato quanto deliberato – su proposta del nostro gruppo consiliare di “RIPRENDIAMOCI LA CITTA’” – dal Consiglio Comunale con la Delibera n° 150 del 24/10/2012, di adesionE alla “STRATEGIA INTERNAZIONALE RIFIUTI ZERO 2020”- Tutto è rimasto sulla carta, nessuna attività è stata intrapresa;ù
4) INQUINAMENTO ACUSTICO: mai attuata la zonizzazione acustica del territorio comunale con conseguente grave nocumento per i nostri concittadini che spesse volte hanno trascorso un’estate da incubo per mancanza di adeguato controllo delle emissioni;
5) ENERGIE RINNOVABILI: Il nostro Gruppo Consiliare di RIPRENDIAMOCI LA CITTA’ ha proposto ed il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità [D.C.C. n° 151 del 24/10/2012] la proposta di “ADESIONE AL PATTO DEI SINDACI”. Di quella delibera quasi nulla è stato approntato. Al di là di una conferenza con diversi sindaci della provincia, ci chiediamo è stato redatto il Piano di Azione delle Energie Sostenibili [PAES] che andava redatto entro un anno dall’adozione della delibera di adesione al Patto dei Sindaci?;
6) MINIERE DISMESSE: Ccome gruppo consiliare di RIPRENDIAMOCI LA CITTA’ ci siamo sobbarcati l’onere di un impegnativo dibattito consiliare sul tema delle miniere dismesse e sul probabile nesso di causalità con il preoccupante incremento delle patologie neoplatiche nel nostro territorio. Abbiamo stilato un corposo Ordine del Giorno approvato dall’Unanimità dal Consiglio Comunale. E in questo frangente cos’ha fatto il SINDACO e la Giunta?: nulla. Un Sindaco che si limita ad essere presente al Consiglio Comunale e non prende ufficialmente posizione e un Sindaco che non si interessa dei propri concittadini. Ci viene il dubbio: ma l’ex Sindaco era a conoscenza che le miniere di Palo e Bosco ricadono nell’ambito del nostro territorio?.
– SVILUPPO ECONOMICO E LAVORO
1) VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI LOCALI: Ci risulta che l’ATPS ha più volte richiesto l’assegnazione di un’area per l’attuazione del mercato del contadino in cui potere vendere prodotti genuini locali a km zero. Ma nonostante l’insistenza dell’ATPS ad oggi dopo 5÷6 mesi nulla è stato fatto dall’A.C.;
2) NASCITA DI NUOVE IMPRESE: Nessuna concreta azione è stata attuata per favorire la nascita di nuove imprese. Nessuna previsione di aree per attività artigianali, nessuna azione di attuazione pubblica delle aree ad oggi presenti nel vigente P.R.G.;
3) ATTIVITA’ COMMERCIALI: Nessuna azione è stata portata avanti per favorire il piccolo commercio e capace di contrastare lo strapotere dei centri commerciali. L’unica azione portata avanti per queste attività è stata la previsione della riduzione delle aliquote IMU per gli immobili destinati a locali artigianali [C3] e commerciali [C1]. Peccato però che questa agevolazione è in capo ai proprietari dei locali e non verso i conduttori degli esercizi che spesse volte sono in affitto;
7) ATTIVITA’ EDILIZIA: Nulla è stato fatto per rivitalizzare il comparto edile che da sempre è stato quasi l’unica fonte di finanziamento delle famiglie sancataldesi;
– URBANISTICA – OPERE PUBBLICHE –
1) In 15 mesi l’unica opera realizzata è una rotatoria in via Babbaurra;
2) Le aree a verde sono diventate ricettacolo di immondizia;
3) Strutture di protezione civile: Inesistenti;
4) Il rifacimento del manto stradale è il frutto dell’azione di indebitamento con la Cassa Depositi e Prestiti [2.300.000 €] che il Sindaco Di Forti ha condotto nella passata legislatura;
5) Recupero del Centro Storico: Inesistente;
A dire il vero un’azione amministrativa è stata condotta in grande stile, tale azione è stata quella di innalzare indiscriminatamente tutti i tributi locali portati al massimo dei tetti massimi stabiliti dallo Stato, tra l’altro senza alcuna applicazione di criteri di equitàsociale e proporzionalità in funzione del reddito dei concittadini contribuenti.
Il Sindaco e la Giunta ci lasciano, inconsapevoli del male in cui trascinano i cittadini: il bilancio ed i debiti che paghiamo ancora, i rifiuti, la tares, le SRR, gli ARO, le nuove elezioni che costeranno circa 100.000÷150.000 €, 15 mesi di tempo perso, buttato alle ortiche, privo di concrete realizzazioni foriere di migliori prospettive per i nostri concittadini.
A parte i costi materiali, ancor più grave si riveleranno la disaffezione della città, l’indebolimento delle coscienze, la secessione dalla vita pubblica, il rinchiudersi nell’individualismo: mali che si erano già manifestati con l’astensionismo e con il voto di protesta.
Che il Sindaco abbia “staccato la spina” non è stata una sorpresa.
A chi ha avuto occhi buoni per vedere, è apparso chiaro il logoramento interno della Giunta, ancor più minato dai movimenti ballerini di taluni consiglieri, che hanno senza pudicizia ondeggiato tra maggioranza ed opposizione, tra appoggi e misere defezioni, per tentare di far valere il loro peso numerico e tenere sotto scacco una maggioranza consiliare.
Ma staccare la spina è un linguaggio di morte. Vogliamo invece appellarci al futuro, proprio perché è stato nostro intendimento non camminare guardando la terra che si calpesta, ma tenere lo sguardo verso l’orizzonte da raggiungere.
Proprio per questo leggo la parte finale della lettera dell’ex Sindaco Raimondi, l’unica che non contestiamo in tutto il suo breve ed infelice operato, rivolgendosi ai giovani: “rispettatevi l’un l’altro. Rispettate l’uomo. Non offendete la dignità altrui, alimentate democrazia e partecipazione, apritevi al confronto e al dialogo con tutti. Siate generosi con chi ha bisogno. Fatevi guidare dai valori alti della convivenza civile. Agite nel rispetto della legge. Coltivate ideali alti, non rassegnatevi ai progetti riduttivi. Se avrete grandi desideri, eviterete la mediocrità ed il conformismo, così diffusi nella nostra società. Non chiudetevi in voi stessi, non mettete la vostra persona al centro di ogni interesse. Dedicatevi agli altri. Andate a testa alta e con la schiena dritta. Solo così costruirete una società e un mondo migliore. ”
Si conclude così la lettera dell’ex Sindaco Raimondi.
E con le stesse parole noi ricominciamo.
L’appello che ho citato contiene lo spirito ed il motivo per il quale invitiamo questo Consiglio Comunale a continuare a svolgere il proprio lavoro di proposizione e di controllo, non dimenticando che la Politica è una Casa comune, in cui non si rifiutano programmi ed alleanze, in cui invece si costruiscono sintesi, inclusione e larghi orizzonti. Bisogna però saperli creare e mantenerli vivi e produttivi.
San Cataldo, 23 Settembre 2013
I Consiglieri Comunali: Giampiero Modaffari – Giuseppe Bonelli

