SAN CATALDO – E’ ancora polemica sulle dimissioni del sindaco Francesco Raimondi. L’intero consiglio comunale, venuto a conoscenza della decisione dell’ex primo cittadino, soltanto a cose fatte, lunedì pomeriggio si è riunito in seduta straordinaria proprio per confrontarsi con Raimondi ma quest’ultimo ha dato forfait. Dure le critiche al sindaco soprattutto da parte degli ex alleati della sinistra che con lunghi documenti alla mano hanno ripercorso le tappe di questi quindici mesi insieme. Di seguito il testo integrale di Rifondazione Comunista, rappresentata in consiglio da Romeo Bonsignore e Settimio Culora.
“Rispettiamo la scelta dell’ormai ex Sindaco Raimondi, ma non possiamo restare in silenzio di fronte alle dure accuse con le quali, a suo dire, si vuol motivare la scelta delle dimissioni.
Ridurre tutto alla richiesta di rimodulazione della giunta più volte sollecitata dai partiti, eludendo i veri modi e le ragioni che lo hanno reso necessario, ma peggio buttandola sulla becera fame di potere per gratificare delle ipotetiche velleità e ambizioni personali di questo o quel personaggio politico, è falso scorretto ed in mala fede.
È scorretto accusare il centro sinistra di fame di potere solo per celare le vere ragioni che hanno indotto tutte (sottolineo tutte) le compagini dell’allora di maggioranza nell’avanzare la richiesta di rimodulazione della giunta.
Se la politica fosse un tantino seria, oggi si dovrebbe porre alcuni interrogativi e fare mente locale su tutte le cose dette dentro e fuori questa sede. Secondo noi è arrivato il momento di approfondire il tema.
Le opposizioni e la stampa politica cittadina hanno più volte accusato l’Amministrazione Raimondi di immobilismo, di dormire, di non dire nulla, e di incapacità di intervento nel dare risposte immediate alla città, soprattutto nelle occasioni emergenziali tipo le diverse crisi della gestione dei rifiuti.
Ciò è stato politicamente inevitabile se si considera, inoltre, che questo, poco più, di anno amministrativo è stato attraversato da ben due elezioni: le regionali e le nazionali, con la presenza di molti candidati sancataldesi i quali hanno legittimamente usato queste argomentazioni ai fini di una campagna elettorale permanente.
Ma fin quando la mala gestione dell’Amministrazione Raimondi veniva evidenziata dalle opposizioni dentro e fuori le istituzioni, con ogni forma e mezzo lecito, ciò assumeva una rilevanza politica ma non è necessariamente la verità assoluta.
Ma quando questo malessere cominciava ad albergane in ogni cittadino della nostra comunità e ogni uno di loro non appena incontrava un dirigente politico, un consigliere comunale o un semplice inscritto o simpatizzante dei partiti e dei movimenti che sostenevano questa amministrazione, non perdeva occasione per manifestare il proprio dissenso, disappunto e malcontento con giudizi impietosi che sfioravano le offese di natura persona.
Se tutto questo veniva sommato al crescente malessere di chi, come noi, ha creduto nel cambiamento tramite l’applicazione pratica del programma politico, il quale più tempo trascorreva più lo vedevamo diventare carta straccio e che tristemente rischiava di cambiare tutto per non cambiare nulla o addirittura peggiorare la situazione precaria nella quale il mal governo delle destre aveva già fatto precipitare la nostra città.
La richiesta di verificare politica avviene su questa base, partendo da una profonda analisi sui metodi di gestione e sui i risultati che evidentemente, ai più, risultavano assolutamente insoddisfacenti.
La verifica politica era inevitabile!!!
Cosa non andava era evidente e sotto gli occhi di tutti ma forse, per dare un contributo al dibattito odierno, è giusto ricordare alcuni dei dati incontrovertibili, ci riferiamo esplicitamente alla non applicazione del programma elettorale, Alcuni esempi:
– il contesto socio economico basato principalmente su commercio e sull’artigianato a causa della crisi è precipitato nell’oscurità assoluta, in questi mesi non abbiamo visto alcuna iniziativa tesa al rilancio e al sostegno di queste categorie, mentre noi consiglieri comunali e le rispettive commissioni siamo stati costretti a fare da cuscinetto e contenere il malcontento che covava tra commercianti, vedi il tema della fiera di maggio o le strisce blu;
– le sorti dell’IPAB e dei suoi dipendenti sono ancora sconosciute, anche se il programma del sindaco Raimondi riportava: “Particolare attenzione si vuol rivolgere alla casa per anziani (IPAB), i cui servizi vengono a mancare alla collettività sancataldese a del suo personale” abbiamo più volte chiesto, nelle pubbliche e segrete stanze (preconsiliari), se l’Amministrazione Raimondi avesse una idea di soluzione del problema ipab, mai nessuna risposta è stata data, e se noi di Rifondazione Comunista avanzavamo delle idee, inspiegabilmente diventavano: impraticabili, insostenibili, estremiste etc.
– politiche giovanili inesistenti, mentre il programma prevedeva “È mia intenzione costituire un vero è proprio Esecutivo Giovani che collaborerà con l’Amministrazione nell’esercizio dell’attività amministrativa, per le politiche giovanili.” la consulta giovanile unico organo già esistente e operante con le precedenti amministrazione e fortemente voluto da Rifondazione Comunista, con codesta amministrazione non se ne vesta la ben che minima traccia.
– il cine/teatro “Marconi” resta una cattedrale nel deserto, cosi come la struttura dedicata agli anziani auto sufficienti;
– La stato dei luoghi di incontro della città, quali le piazze e le ville, vertono in uno stato di degrado assoluto;
– Per l’Ambiente il Programma così riportava: “si intende migliorare il servizio della pulizia delle strade. Si intente portare aventi una forte azione Amministrativa capace di raggiungere elevati livelli di raccolta differenziata”. Invece la città è diventata sempre più sporca, la gestione dei rifiuti è drammaticamente peggiorata, la raccolta differenziata che doveva essere l’obbiettivo elementare e tutt’oggi disatteso, anzi l’Assessore Mazza ha autonomamente deciso di sospendere la raccolta differenziata nel quartiere Cristo Re (poiché ritenuta antieconomica e con scarso rendimento in termini di raccolta ma che di contro non è mai stata sostituita con altre forme migliori).
Quando si è avviata la discussione sul bando per il servizio dei rifiuti, l’amministrazione voleva, inspiegabilmente ed in modo irrazionale cominciare con la raccolta differenziata dal centro storico, immaginate cosa significhi in termini di organizzazione ma soprattutto come avremmo dovuto convincere la “ZZI Pippina” a tenere in casa 5 sacchi di spazzatura.
Noi ci siamo fortemente opposti a tale scelta ritenendo che la raccolta differenziata doveva necessariamente coinvolgere l’intera città e se si doveva per forza cominciare per micro aree necessitava iniziare dai quartieri periferici tipo Pizzo Carano e Belvedere, quartieri con più omogeneità culturale e organizzativa.
Abbiamo chiesto di “visionare” il bando ed il suo capitolato per avere quanto più chiaro gli interventi che si sarebbero realizzati e i rispettivi risultati che si volevano raggiungere, ad oggi, a parte qualche chiacchierata a modi da bar, nulla abbiamo visto.
La nostra attenzione sul tema era, ed è, talmente alta da manifestare pubblicamente le nostre preoccupazioni per come troppe volte nel meridione il mondo dei rifiuti è attenzionato dalle organizzazioni mafiose e per queste ragioni, al fine di tutelare la nostra comunità, qui in occasione di una seduta di Consiglio Comunale sul tema dei rifiuti, abbiamo ritenuto necessario chiedere alla dott.ssa Ingala di spostare la stazione appaltante presso la prefettura e chiedere di far svolgere tutte le procedure del bando alla presenza delle forze dell’ordine (la Finanza).
È assurdo come le nostre preoccupazioni a tutela della città e la nostra capacità di incidere sulle scelta di intervento chiedendo di spostare dal centro storico alla periferia la raccolta differenziata, nell’unico interesse di massimizzare i risultati, venga definito RICATTO, e tentativo di bloccare le scelte dell’Amministrazione Raimondi;
potremmo continuare a parlare di politiche sociali, culturali, sportive etc.
Questo Sindaco aveva presentato alla coalizione e alla città 10 pagine di programma ed è riuscito a disattenderne 11, è esemplare come si sia potuto discutere dell’attuazione di un piano della sosta a pagamento non previsto nel programma e in totale contrasto con il documento sottoscritto 400 commercianti che nell’immaginario collettivo dovevano essere i beneficiari di codesta scelta.
Non va trascurato, inoltre, lo scollamento che si è creato tra la città e il “palazzo” determinato principalmente per l’incapacità di comunicazione e, a parere di chi ha costruito una lista elettorale denominata “Libertà é Partecipazione”, per la poca partecipazione ricercata con la città ed in modo particolare con le periferie.
Una gestione amministrativa, nostro malgrado, basata sul quotidiano (quasi una navigazione a vista!!!) è stata carente di un progetto di prospettiva futura, con scarsa capacità di incidere sul territorio, riteniamo con fermezza che la scarsa esperienza di alcuni assessori e il loro comportamento autoreferenziale che rasentava l’autosufficienza hanno determinato tutte le carenze sopra descritte e lo scollamento con l’intera maggioranza consiliare, che spesso apprendeva dalla stampa le scelte fatte dal dall’Amministrazione Raimondi.
Il concetto di partecipazione che alberga nel Sindaco Raimondi è stata infatti espressamente esplicita nel documento delle dimissioni, nel quale scrive: “gruppo di servizio che “INCONDIZIONATAMENTE” doveva portare avanti un programma ambizioso per la città.”
Oggi è chiaro a tutti che voleva essere l’uomo solo al comando con un giunta di suoi dipendenti e dodici marionette che alzassero la mano in consiglio comunale a suo piacimento, considerandosi la genesi della verità assoluta e tutto il resto cervello all’ammasso.
Il Sindaco è scorretto ed in mala fede, perché la richiesta di rimodulazione della giunta, almeno per quando ci riguarda, ha avuto le ragioni su esposte ed abbiamo più volte proposto una rimodulazione della giunta sempre nel rispetto del patto elettorale, nell’unico tentativo di dare nuovo smalto e un cambio di marcia.
Ma visto che i nostri appelli erano rimasti lettera morta, già da fine mese di maggio abbiamo preso le distanza da questo modo di amministrare, dichiarando prima nella stampa e poi nelle sedi istituzionali che ci sentivamo lontani da questa amministrazione poiché non teneva fede agli impegni assunti con i cittadini, per i quali a nostro avviso ritenevamo, e riteniamo, opportuno riavvicinare le Istituzioni alle tante problematiche che le nostre famiglie vivono quotidianamente, con l’approccio di chi in campagna elettorale si rivolgeva a tutti ma in particolare agli “ultimi” ed è con questi cittadini che riteniamo avere tutt’oggi vincoli di maggioranza”, coerentemente con gli impegni assunti con gli elettori, non tralasciando più le priorità che riteniamo non più dilazionabili.
Fermo restando che non ci troviamo nulla trascendentale se un soggetto politico ritenga che di tra i propri aderenti vi sia qualche personalità utile e capace per la città da sottoporre alla valutazione e all’attenzione del sindaco, così come avviene dovunque, basta fare un esercizio informatico e scrivere su un qualsiasi motore di ricerca la frase “rimpasto giunta comunale”.
Ma nella fattispecie il Sindaco MENTE ed è falso quanto afferma che Rifondazione ha chiesto un assessorato, senza temere alcuna smentita e aldilà delle chiacchiere da bar, dove si facevano nomi e cognomi tra cui il mio (e francamente non può che lusingarmi ed onorare perché vuol dire tra la gente c’è chi ha pensato fossi all’altezza di tale ruolo), inoltre a smentire la tesi del Sindaco di fame di potere, in tempi non sospetti, non è stato un bolscevico marciatore di bambini ma bensì l’insospettabile avversario politico che però, profondo conoscitore degli attori della politica sancataldese quale è il consigliere del PDL l’ Avv Scarlata Giuseppe, in un articolo apparso sul quotidiano Di Sicilia del 12 luglio 2013 dichiara l’insostenibilità di tale tesi è afferma che, pur non condividendo le idee che noi comunisti rappresentiamo, riconosce particolarmente nella mia persona l’integerrima dignità morale e comportamentale. se mi è concesso questo vale più di ogni ruolo assessoriale.
Nessuno del nostro partito ha mai chiesto un posto governo e di sottogoverno, prova ne sia che la lista del Sindaco “Insieme per la città” esprimeva:
– il Sindaco;
– il Presidente del Consiglio;
– il rappresentante dell’Amministrazione presso l’Ato Idrico CL6 nella persona di Erico Giannone;
– due Assessori;
– il Presidente del CDA della Farmacia Comunale.
Il Partito Democratico esprimeva:
– il Vice Sindaco;
– il Vice Presidente del Consiglio Comunale;
– il Presidente della I^ Commissione Consiliare Permanete
– il Presidente della IV^ Commissione Consiliare Permanente
– il Componente de CDA della Farmacia Comunale;
Primavera Sancataldese esprimeva:
– il Presidente della II^ Commissione Consiliare Permanente
– il Presidente della III^ Commissione Consiliare Permanente
– il Vice Presidente della IV Commissione Consiliare Permanete
PRC – Libertà è Partecipazione
– NULLA
ma non perché non ci è stato chiesto o perché non vi erano tra i nostri consiglieri o aderenti alla nostra comunità politica persone all’altezza a ricoprire incarichi (il sottoscritto da consigliere di opposizione durante le amministrazioni di cdx ha ricoperto il ruolo di presidente della I^ – II^ e IV^ Commissione Consiliare Permanete), ma per scelta politica, avevamo chiara la nostra missione verso la città e volevamo dare semplicemente un contributo di idee per ottenere il cambiamento, per noi non era necessario ricoprire alcun posto. Sapevamo, inoltre, che andava evitata una nostra sovraesposizione giacché c’era chi alimentava la polemica delle poltrone sin dal secondo turno della competizione elettorale e noi, nella qualità di PARTITO, coscientemente abbiamo deciso di restarne fuori.
I Sindaco è scorretto è in mala fede, perché non vuole riconosce di essere stato lasciato solo ed abbandonato prima di tutti da quella presunta lista e dai suoi consiglieri comunali eletti che avrebbero dovuto sostenerlo, utilizzando le sue parole, “incondizionatamente”, invece afferma che dopo pochi mesi sono stati i partiti di centro sinistra a fare scricchiolare la maggioranza, evidente tentativo maldestro per nascondere e giustificare l’implosione del suo progetto politico, forse mai nato.
Per sbugiardarlo basta semplicemente collegarsi al sito internet del Fatto Nisseno e fare una ricerca a ritroso sui fatti politici di San Cataldo verrà facile a tutti leggere che in data 09/10/2012 veniva pubblicato il seguente articolo dal titolo: Scintille in consiglio comunale e la maggioranza per la prima volta “barcolla” e nel particolare il testo riportava “forse qualcosa è cominciato a “scricchiolare” proprio nel corso del consiglio comunale di lunedì sera. Sull’amministrazione guidata dal sindaco Franco Raimondi sono piovute accuse di un apparente immobilismo. E ciò non sarebbe stata una grossa novità se le critiche fossero arrivate dall’oppositore Giampiero Modaffari o dal Pdl. Il problema è che per la prima volta l’attacco è stato sferzato da uno dei più grandi sostenitori di Raimondi, vale a dire Gaetano Giannone che nel corso della seduta con toni certamente non pacati ha chiesto alla giunta: “cosa avete fatto finora? I cittadini vogliono sapere”.
Ribadiamo, fallimento di quel presunto movimento civico che ha visto, chi prima chi dopo, prendere le distanze dall’Amministrazione Raimondi, vi evitiamo di riportare i giudizi sferzanti letti in Consiglio Comunale dal consigliere Bonfanti a nome del movimento @gimus, salvo apprendere oggi che tutti scherzavano e che passavano all’opposizione per meglio sostenere il Sindaco.
Il Sindaco è scorretto è in mala fede, perché in quel documento di dimissioni tende a scaricare su altri e nel particolare sui partiti politici, senza mai assumersi alcuna responsabilità e non facendo alcun cenno a consiglieri scappati dalla sua lista o sulle reali incapacità amministrativa dei due assessori da tutti mal giudicati avvero l’Ass. Mazza e l’Ass. Anzalone.
Un anno e pochi mesi di mal gestione politica ed amministrativa che ha manifestato solennemente il suo personale fallimento politico, frutto di un sogno lungo 20anni che alla sua realizzazione si è rilevato un incubo, per sue ed esclusive incapacità politiche, se consideriamo che è stato lasciato solo dai suoi consiglieri, per sui tentativi di ribaltone orditi alle spalle di chi operava con lui, l’inglorioso tentativo di coinvolgere l’UDC a discapito della area politica di sinistra, naufragato in una tragicommedia nella quale il capogruppo del UDC in consiglio comunale chiedeva al sindaco di finirla di telefonare perché non vi erano margini per l’inciucio.
In mala fede, perché in quel documento non fa nessun distinguo fra le comportamenti delle singole organizzazione politiche presenti in maggioranza, e se è vero che la stessa era costituita dalla lista Insieme per la Città, PD, Primavera e sino al mese maggio anche da noi di Rifondazione non si capisce perché prova a coinvolge in questo processo anche Sinistra Ecologia Libertà che oggettivamente non ha mai partecipato a nessun processo decisionale, è l’evidente ennesimo tentativo maldestro con il quale si vuole distruggere qualunque opzione politica di sinistra, secondo la logica dopo di me nessuno.
Sta cannibalizzando il dibattito riportando la storia indietro di 20anni riconsegnando tutto nelle mani del cdx e dell’on. Pagano, lo definiremmo un lupo travestito d’agnello.
Caro sindaco non le verrà facile distruggere Sic et simpliciter la storia di una cultura politica che ha una sua presenza in questa città sin dal dopo guerra e che a differenza sua è sempre stata, e sempre sarà, a fianco degli ultimi con o senza la presenza istituzionale.
Vale la pena ricordare le recenti lotte:
– le bollettazioni pazze raccolte e rispedite al mittente, noi eravamo i promotori, lei dove era?
– La vicenda che ha scongiurato la presenza della discarica di rifiuti speciali, noi siamo stati partecipi e protagonisti, al punto da essere i primi sottoscrittori del dibattito il quale è poi riuscito nel suo intento, noi assieme ad altri ed alla città, ma lei dove era?
– Noi siamo stati gli unici a prendere una ferma posizione contro la chiusura dell’ospedale (anche se quella battaglia è stata persa), ma lei dove era?
– Siamo stati l’unica organizzazione ad andare contro corrente nel vicenda della costruzione del centro commerciale, nel solo interesse di tutelare il commercio sancataldese, da qualche anno la città si è economicamente desertificata e ora ci viene riconosciuto da tanti addetti del commercio che avevamo ragione, lei come la pensa?
– Sempre presenti nelle vertenze a tutela dei lavoratori dei precari e delle fasce più deboli anche occupando questa aula a natale e a capodanno, lei dove era?
– Cosi come sul tema delle strisce blu, sui temi per noi non negoziabili non abbiamo assecondato nessuna disciplina di maggioranza.
– Giorno 28 i Giovani Comunisti e i militanti del circolo PRC di San Cataldo saremo a Palermo a manifestare, per il diritto alla salute e contro la realizzazione del MUOS in Sicilia che rischia di avere forti impatti di inquinamento elettromagnetico anche a San Cataldo, Lei ci sarà?
La nostra coerenza nel tempo ha sempre pagato.
Sindaco, si deve rassegnare la città potrà fare a meno anche del dott. Raimondi ma non potrà fare a meno di una forza politica che è stata sempre presente nei momenti importanti e delicati della nostra comunità.
Ed è chiaro che le reali ragioni delle sue dimissioni, prima o poi verranno fuori, perché un uomo razionale, come lei è, non può rassegnare le dimissioni al primo banale problema di equilibrio politico, ci sono sindaci che governano interi mandati senza maggioranza consiliare, a meno ché sono fondate le voci della grave sua inconsapevolezza sulla irrevocabilità delle dimissioni, che celavano il tentativo di ricostruire una nuova maggioranza dove il PD restasse marginale soggetto politico.
Cosa, al dire il vero, un po’ nota a tutti visti i tentativi degli ambasciatori vicini al sindaco inviati a mediare su un ipotesi di governo di salute pubblica, con l’aperta disponibilità del Sacco, di Liberi e Forti e con l’eventuale ipoteca dell’UDC sulla carica di Vice Sindaco più volte generosamente proposta dal dott. Raimondi sul cadavere ancora caldo del PD.
Non vogliamo credere nemmeno lontanamente che le dimissioni, come molti dicono, devono essere lette in sole due righe della sua lunga lettera, ovvero quando scrive ”…..senza risparmi, sacrificando la mia persona, la mia famiglia, egli effetti personali mettendo da parte la mia attività professionale” è insostenibile e sarebbe gravissimo pensare che si potesse anteporre l’interesse personale a quello del ruolo che la città le ha assegnato, non vogliamo nemmeno tenerla in considerazione una tale possibilità.
Noi crediamo però che la verità sia un’altra, e sta cominciando a venire fuori, anche dalle prime dichiarazioni degli esponenti del centro destra, ovvero l’incapacità politica personale del Sindaco a gestire i momenti veramente difficili che questa città dovrà affrontare nei prossimi mesi, come; li bilancio, la gestione della Tares, i piani di zona della 328, il patto dei sindaci, la costituzione della SRR e la gestione del bando dei rifiuti, non ultima l’incapacità di gestire l’imminente scadenza del servizio dei parcheggi a pagamento etc, tutto gli stava crollando a dosso.
Forse è stato più semplice scegliere una scorciatoia ovvero quella di scappare.
Purtroppo aveva ragione chi diceva che non basta essere brave persone per fare in sindaco bisogna essere innanzitutto capaci.
Il Conduttore di Radio Amore nell’intervista all’ex Sindaco ha dichiarato che qualche commentatore a definito questo comportamento alla pari di quello di Schettino, capitano reso noto per aver schiantato la nave Concordia sugli scogli e di essere scappato per primo quando la nave cominciava ad affondare.
Noi abbiamo comunque l’obbligo morale di chiedere scusa ai nostri iscritti, simpatizzanti elettori e cittadini, vi avevamo promesso il cambiamento e per fare ciò ci siamo affidati alla persona sbagliata, sappiamo che il nostro popolo è un popolo attento, critico ed intransigente e ci farà pagare a caro prezzo questo nostro errore.
Noi comunque continueremo a lavorare a testa bassa con scrupolo, coscienza ed umiltà, per far si che vengano ripristinate le condizioni ed i presupposti per credere e concretizzare il cambiamento possibile, perché riteniamo che in nostro sogno è stato solo rinviato!!!
Mi avvio alla conclusione, sperando, auspicando e chiedendo a questo consiglio comunale di dare un senso e dignità alla nostra permanenza istituzionale, coadiuvando, vigilando e criticando con spirito costruttivo, laddove necessario, l’operato del commissario che di qui a breve verrà nominato dalla Regione Siciliana, senza alcuna pretesa di sconti rispetto alle responsabilità politiche sulle scelte si ad ora adottate, ma considerato pure che non esiste più nessuna maggioranza precostituita.
Spostando con spirito di responsabilità le schermaglie da campagna elettorale al mese di marzo, provando a mettere, in questo breve periodo, al centro dei nostri obbiettivi la gestione delle criticità e le precarietà, poiché tutti noi siamo consapevoli che, una dopo l’altra, si susseguiranno già dalle prossime settimane.
Se non riuscissimo in tale missione, quella nave condotta da capitano Schettino che si è maldestramente schiantata sugli scogli e che ad oggi ha causato le prime vittime e feriti, fortunatamente rilegati al solo mondo della politica, rischierebbe di travolgere anche l’intera città.
Per conto nostro, il consigliere Bonisgnore, il consigliere Culora e molti altri qui presenti saremo pure dei semplici marinai ma continueremo a remare sino alla fine e se è necessario anche contro corrente, pur di non fare affondare la nostra amata San Cataldo!!!

