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Ars, si incarta su ddl antiparentopoli. Tensioni col governo

Redazione

Ars, si incarta su ddl antiparentopoli. Tensioni col governo

Gio, 01/08/2013 - 21:32

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PALERMO – Nessuna intesa in commissione Affari istituzionali sul ddl antiparentopoli. Lo afferma il presidente della Commissione Marco Forzese, comunicando all’Assemblea di Palazzo dei Normanni il fallimento delle trattative tra le forze politiche sulle questioni attinenti l’estensione dei casi di incompatibilita’, su cui il governo sembra non avere i numeri per l’approvazione. “Invitiamo il governo ad elaborare una riscrittura – ha detto Forzese – per evitare che si ripropongano norme oggetto di censura da parte del commissario dello Stato, oppure ci rimettiamo alla presidenza dell’Ars affinche’ il testo prosegua il suo iter in Aula”. Stamane Giovanni Ardizzone aveva parlato di “autodeterminazione della presidenza” nel caso si fosse usciti per l’ennesima volta dalla commissione con un nulla di fatto-  Braccio di ferro tra governo e Ars sul ddl antiparentopoli. Il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha invitato la commissione Affari istituzionali, presieduta da Marco Forzese (democratici riformisti) a “precettare” il governo sul ddl oggetto di insanabili controversie e di un animato dibattito in Aula. Ardizzone ha invitato la prima commissione a investire il governo “per iscritto e stabilendo tempi precisi” nella ripresentazione del testo all’Ars. “Il governo – ha detto – rimuova i profili di incostituzionalita’ in tempi certi e riproponga il ddl in parlamento, invito la commissione affari istituzionali a formulare espressamente e per iscritto questa richiesta, altrimenti, se il governo non dovesse rispondere, sara’ la conferenza dei capigruppo a decidere”. La presidenza dell’Ars, citando l’articolo 68 ter del regolamento dell’Ars ha messo cosi’ un blocco alla discrezionalita’ del governo a cui sembrava essere rimesso il disegno di legge con il forte dubbio che fosse ripresentato in Aula, dove Crocetta non avrebbe al momento i numeri. Il ddl sara’ a questo punto rinviato al governo che non potra’ “seppellirlo” come hanno paventato diversi deputati dell’opposizione, ma dovra’ ripresentarlo a settembre. Sembra infatti ferma l’intenzione della presidenza di portare ai voti a tutti i costi il ddl antiparentopoli. La decisione di Ardizzone viene dopo una serie di interventi di tutti gli esponenti della maggioranza che chiedevano un rinvio al governo del ddl antiparentopoli, cosi’ come proposto da Forzese e dei gruppi Grande sud- Pid, Art. 4, Democratici riformisti, Pdl. Secondo Toto Cordaro Pid- Grande Sud “Dopo settimane di accesa discussione la montagna non ha partorito nemmeno il topolino. La scelta della prima commissione che ha un maggioranza ampia di rinviare gli atti del ddl antiparentopoli al governo per una riscrittura e’ l’immagine di una torre di Babele, che giorno dopo giorno allontana la politica dai siciliani, mentre il governo che non ha una maggioranza, si occupi di sviluppo e lavoro e lasci al parlamento la facolta’ di approvare a settembre un codice di autoregolamentazione”. Per Vinciullo “il testo va approvato e appoggiato, ma non claudicante e con profili di incostituzionalita'”. Per il capo dell’opposizione Nello Musumeci: “la delegittimazione della classe politica in Sicilia non puo’ essere circoscritta nella geografia abituale, ha orami contaminato tutti i partiti politici, da Palermo a Ragusa, ma e’ sbagliato continuare a legiferare sotto la spinta emotiva della piazza”. Per Giancarlo Cancelleri (M5s) “il ddl antiparentopoli contiene norme apprezzabili ed erano fortemente volute, in termini mediatici, dal governo, ma Crocetta non lo difende oggi, dovrebbe essere lui a battersi, spero che nessuno chieda voto segreto, su questo ddl, si voti con voto palese per far capire a tutti i cittadini chi veramente vuole una regione normale”.

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