Salute

Parere favorevole alla revoca del 41 bis per Provenzano. Lari:”Non è più socialmente pericoloso”

Redazione

Parere favorevole alla revoca del 41 bis per Provenzano. Lari:”Non è più socialmente pericoloso”

Ven, 26/07/2013 - 17:01

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CALTANISSETTA – Le procure di Palermo e Caltanissetta hanno dato parere favorevole alla revoca del 41 bis per Bernardo Provenzano. La richiesta era stata avanzata dal legale Rosalba di Gregorio. Il ministero della Giustizia aveva sollecitato il parere delle procure interessate. I pareri favorevoli sono legati alle gravi condizioni di salute dell’ex padrino, ritenuto affetto da un irreversibile deficit cognitivo e dal venir meno quindi di ogni possibilita’ di comunicazione con la mafia. Provenzano e’ ricoverato nell’ospedale di Parma e ieri il bollettino medico faceva riferimento a un soggetto ipocinetico, con un eloquio, quando presente, incomprensibile. Presenterebbe uno stato di coscienza alterato e non sarebbe in grado di essere spostato da letto.

Sergio Lari

“Le condizioni di salute di Bernardo Provenzano sono tali che non gli permettono di essere un soggetto socialmente pericoloso”. Lo ha detto all’AGI il procuratore capo di Caltanissetta, Sergio Lari, a proposito del parere favorevole, espresso dalle procure di Caltanissetta, Palermo e Firenze, alla revoca del 41 bis all’ex capomafia. “Fermo restando lo stato di detenzione di Provenzano – ha detto il capo della procura nissena – abbiamo espresso parere favorevole perche’ riteniamo che a causa delle sue condizioni di salute abbia delle difficolta’ a relazionarsi con il mondo esterno e quindi potrebbe beneficiare di un regime di detenzione ordinario”.

Il Gup di Palermo Piergiorgio Morosini, lo scorso 5 marzo, aveva sospeso il procedimento nei confronti del boss corleonese Bernardo Provenzano per la trattativa Stato-mafia, sulla base proprio di una consulenza medica che aveva ritenuto l’ex capomafia “totalmente incapace” di stare in giudizio a causa delle sue deteriorate condizioni psichiche. Nei giorni scorsi per la stessa ragione, la decisione di un ulteriore slittamento a ottobre. Conferme alle precarie condizioni del ‘padrino’ che adesso hanno spinto le procure di Palermo e Caltanissetta , cosi’ come quella di Firenze, a chiedere la revoca del carcere duro. Condizioni di salute tali “che non gli permettono di essere un soggetto socialmente pericoloso”, ha spiegato all’Agi il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari. “E’ da escludersi – scrivevano i periti Renato Ariatti e Renato Stracciari – una capacita’ anche minimale di poter partecipare coscientemente al processo”. Il “quadro cognitivo attuale e’ severamente compromesso” ed aggravato. Secondo i due esperti la possibilita’ del paziente di avere relazioni col mondo esterno e di comunicare “in modo congruo e proficuo” e’ da ritenersi esclusa. Oltre che dei problemi legati a una sindrome parkinsoniana, Provenzano sconta anche gli effetti di vari traumi e di una caduta, in particolare, che ha costretto i chirurghi a operarlo alla testa per la riduzione di un ematoma.

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