“Parole indegne. Non trovo altro modo per commentare alcune affermazioni contenute nel comunicato emesso dal SILP CGIL in merito ai problemi di ordine pubblico nel centro di Pian del Lago.
Parole degne di uno schiavista di fine Ottocento dell’Alabama o del Mississipi. C’è mancato solo che proponesse i ceppi e le catene ai piedi.
Le parole del Signor Chiarenza oltraggiano anche la storia del sindacato da lui rappresentato, la CGIL, da sempre schierato dalla parte dei lavoratori ma soprattutto a difesa dei diritti e della dignità delle persone.
Difendere la sicurezza e la dignità dei lavoratori delle forze dell’ordine è una cosa; farlo calpestando, offendendo la dignità di esseri umani è ben altra cosa. So bene che la gestione di un centro come quello di Pian del Lago (e di un C.I.E. In particolare) pone problemi complessi di gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza di tutti quelli che all’interno dei centri operano (lavoratori, poliziotti, e gli stessi migranti). Quel che Chiarenza non dice è che i C.I.E. Sono la prova provata del fallimento di tutte le politiche migratorie fondate sulla repressione e sull’ordine pubblico.
I C.I.E. sono carceri etniche inutili e costose. Spesso la gente è lì reclusa senza ragione alcuna per un periodo che può arrivare fino a 18 mesi. Sono luoghi, meglio non luoghi, dove vengono violati tutti i diritti delle persone.
Migrare è uno dei diritti fondamentali dell’uomo, è un fenomeno connesso alla storia umana e non saranno carceri, muri, reti a fermarlo.
E allora farebbe bene il Signor Chiarenza ad unirsi a chi, da anni chiede una nuova politica di governo del fenomeno migratorio.
Chieda, per esempio, che siano immediatamente istituite le commissioni territoriali per il riconoscimento dello status di rifugiato, visto che centinaia di persone aspettano da molti, troppi mesi di essere sentiti, che gli venga riconosciuto un diritto sancito dalla Costituzione e dalla Convenzione di Ginevra.
Ed infine, visto che c’è, il Signor Chiarenza pone il problema di Niscemi e delle proteste dei militanti dei comitati contro la base MUOS: vorrei fargli notare che ancora una volta i poliziotti sono chiamati a fare il “lavoro sporco”, a difendere l’illegalità di una base militare contro pacifici cittadini che si organizzano per difendere il loro diritto alla salute, che chiedono il rispetto dell’art. 11 della Costituzione dovi si sancisce che l’Italia ripudia la guerra.”
Claudio Lombardo
CALTANISSETTA – Il presidente dell’ARCI di Caltanissetta Claudio Lombardo interviene in merito alla lettera aperta indirizzata al Signor Prefetto da parte del Segretario Provinciale del SILP CGIL Davide Chiarenza.


