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Il disastro: l’Italia piange una vittima siciliana, Il macchinista arrestato non parla

Redazione

Il disastro: l’Italia piange una vittima siciliana, Il macchinista arrestato non parla

Ven, 26/07/2013 - 20:29

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Il macchinista Francisco Jose Garzon Amo. L'agghiacciante foto del tachimetro postata sul suo profilo FB

Santiago de Compostela – Il treno Alvia come la Costa Concordia, il deragliamento di Santiago de Compostela come il naufragio della nave da crociera al Giglio. In entrambi i casi all’origine della tragedia il fattore umano. In entrambi gli incidenti le vittime sono di diverse nazionalita’, accomunate dalla tragedia, come e’ stato per Dario Lombardo, studente del messinese rimasto ucciso nella maledetta curva in cui il treno viaggiava a velocita’ folle.

Dario, 25 anni, si trovava in vacanza in Galizia con un gruppo di amici e l’ultimo contatto telefonico era stato poco prima del disastro ferroviario. I genitori, partiti dalla Germania dove gestiscono un ristorante, sono gia’ in Spagna e, prima di avere la conferma della morte del figlio, hanno dovuto fare il triste giro degli ospedali e dei luoghi dove sono stati portati i numerosi feriti nella speranza di rintracciarlo vivo.

Del ragazzo, che frequenta l’universita’ di Catania, si erano perse le tracce dalle 20:42 di mercoledi’ scorso: era al telefono con un’amica spagnola. Il giovane era diretto a Santiago de Compostela per partecipare ai festeggiamenti in onore di San Giacomo, e doveva raggiungere un gruppo di amici spagnoli conosciuti durante un loro soggiorno a Forza d’Agro’ nell’ambito di uno scambio culturale finanziato dall’Unione europea. In tutto i corpi ritrovati, dicono i funzionari della polizia, sono 78, di cui 72 appartengono a persone identificate e 6 sono ancora in corso di identificazione. Almeno quattro delle vittime sono straniere: oltre a Lombardo, si tratta di uno statunitense, di un messicano e di un algerino.

Le scatole nere del treno sono state recuperate e consegnate agli investigatori. Il macchinista Francisco Jose Garzon Amo e’ stato arrestato per guida spericolata ma si rifiuta di rispondere alle domande della polizia. Bloccato tra le lamiere, nel corso di nuna conversazione con la stazione il macchinista si era lasciato sfuggire che il treno viaggiava a una velocita’ di 190 km orari; piu’ del doppio della velocita’ consentita nel tratto in cui il treno e’ deragliato, ovvero 80 km orari.

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