CALTANISSETTA – L’art. 15 dello Statuto regionale, prevede la soppressione delle province e la nascita di altri organi intermedi, liberi consorzi comunali, la cui istituzione e le cui competenze dovranno essere disciplinate con successiva legge regionale da emanarsi entro il 31 dicembre 2013.
Quanto ai tempi e alle modalità di istituzione dei nuovi enti poco si sa, in quanto la legge regionale n.7 del 2013 rimanda ad un successivo provvedimento legislativo che dovrà disciplinare l’istituzione dei liberi consorzi comunali “per l’esercizio delle funzioni di governo di area vasta”.
Della nuova legge, che dovrebbe essere approvata entro il 31 dicembre 2013, non c’è tuttavia ancora traccia, per cui si può facilmente ipotizzare una proroga del termine del 31 dicembre.
A prescindere dai tempi di attuazione delle nuove norme, IntesaCivicaSolidale chiede ai cittadini, al Sindaco, ai deputati nazionali e regionali, a tutte le forze politiche della città un’attenta riflessione sugli effetti che la nuova organizzazione degli enti di governo territoriale determinerà, nel lungo termine, sulla collettività cittadina.
Appare, infatti, certamente ipotizzabile che il comune di Gela ed i comuni viciniori finiranno per confluire in un consorzio che andrà a diminuire notevolmente la popolazione che farà capo all’attuale capoluogo.
Pur essendo consapevoli della necessità della libera determinazione di tutti i cittadini, appare necessario che nell’organizzazione dei nuovi organi di governo del territorio si tenga conto, sulla base di un attento e approfondito studio socio-economico, delle vocazioni e delle aspettative dei territori interessati.
D’altra parte è da evitare che l’abolizione delle province determini l’effetto di una moltiplicazione dei nuovi enti intermedi (liberi consorzi) con conseguente aumento della spesa pubblica.
E’ di tutta evidenza che si tratta di scelte estremamente importanti, per l’influenza che avranno nello sviluppo e nella crescita dei territori interessati.
Della nuova organizzazione, quel che più interessa i cittadini di Caltanissetta è certamente il futuro di questa città, che non si appalesa certamente roseo.
In proposito, abbiamo avuto modo di leggere un articolo allarmante dell’ex presidente della Provincia di Enna, Cataldo Salerno, il quale evidenzia che “paradossalmente la situazione più a rischio non è quella di Enna, ma quella di Caltanissetta, la quale perderà quasi certamente tutta l’area meridionale che andrà con Gela (Gela, dove è nato ed è stato sindaco il presidente della Regione, sarà sicuramente capoluogo di un Libero Consorzio) e potrà recuperare al massimo Pietraperzia e Barrafranca dall’attuale provincia di Enna. Difficilmente, quindi, Caltanissetta raggiungerà i 150mila abitanti ……”
Pe quanto riguarda gli effetti a breve termine, il Governo regionale ha nominato i commissari straordinari nelle nove province, ma gli stessi si trovano impossibilitati ad assicurare il corretto funzionamento degli enti per la carenza di risorse economiche.
Abbiamo già criticato la delibera con la quale il commissario della provincia di Caltanissetta, per sopperire alle minori risorse trasferite dallo Stato e dalla Regione, ha aumentato l’imposta provinciale di trascrizione ponendo, di fatto, a carico dei cittadini un ulteriore balzello.
Tuttavia, si prevede che i cittadini della provincia dovranno sopportare altri e ben più pesanti svantaggi, sia in termini economici e che di servizi.
Infatti, a seguito della drastica riduzione dei trasferimenti statali e regionali, il Commissario straordinario ha già adottato la delibera n. 71/2013 , dalla lettura della quale si rileva non soltanto la possibilità di interruzione di diversi servizi, ma quel che ancor più grave il rischio del mancato equilibrio di bilancio per l’anno in corso.
Altri e ben più gravi riduzioni dei servizi resi potrebbero verificarsi qualora non vengano apportate le necessarie variazioni al bilancio regionale per reperire le risorse necessarie per il funzionamento dell’Ente.
Come si vede la tanto declamata “rivoluzione crocettiana” ha partorito una creatura monca, che non lascia tranquilli nemmeno sul piano del risparmio economico per le casse pubbliche, unico acclamato motore di questa macchina scassata, unico valore vero che il Governatore aveva sbandierato a guisa di vessillo, e per il quale si sono sacrificati i più elementari criteri di efficienza progettuale.
Il Movimento IntesaCivicaSolidale
Ing. Alfredo CAPUTO

