Salute

CUP Asp 2, un utente racconta la sua “epopea”

Redazione

CUP Asp 2, un utente racconta la sua “epopea”

Mar, 23/07/2013 - 12:16

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CALTANISSETTA – ALLA CORTESE ATTENZIONE DEL PROF. VITTORIO VIRGILIO
Gentile Prof. Virgilio,
mi scuso se mi permetto di rubarLe un poco del Suo preziosissimo tempo.-
Mercoledì pomeriggio 10-07 u.s. mi sono recato, con regolare ricetta medica a firma del Dr. Pietro Ginevra, presso il presidio Ospedaliero Sant’Elia (CUP-TIKET) per effettuare il pagamento delle seguenti prescrizioni richieste:
– 902130 FECI ESAME CHIMICO E MICROSCOPICO
– 900520 PARASSITI FECI
– 902140 FECI SANGUE OCCULTO SU 1 CAMPIONE
Quando finalmente è arrivato il mio turno, mi sono avvicinato allo sportello di chiamata e lo sportellista mi ha fatto pagare la somma di € 25,38 (per prestazioni e costo ricetta) rilasciandomi regolari ricevute.-
Giovedì 11, quindi, mi sono recato presso il laboratorio, dove vengono effettuati i prelievi di sangue, per consegnare sia il flacone contenente le feci che la ricevuta di pagamento.-
L’infermiera di turno mi informa che l’esame di cui al codice 902130 non viene affettuato da codesto Ospedale e che potevo ritornare al CUP per chiedere il relativo rimborso.-
Mi CHIEDO: al CUP non dovevano essere a conoscenza di quanto esposto e farmi pagare solamente le altre due prestazioni??-
Intanto chiedo all’infermiera di tenersi il flacone delle feci e di darmi la ricetta e la ricevuta per tornare al CUP e sistemare la faccenda, ma, forse anche per mancanza di fiducia, mi dice di non avere fretta e di provvedere alla bisogna martedì giorno 16, quando cioè mi avrebbero consegnato il risultato delle analisi e la ricevuta dell’effettuato pagamento.-
In tale giorno, alle ore 11,30 (prima non effettuano alcuna consegna), una seconda infermiera mi da la ricetta e la ricevuta di pagamento, trattenendo i referti delle analisi e dicendomi con stizza che non mi avrebbero consegnato tali referti se non avessi portato loro una nuova ricetta e relativa ricevuta del CUP.-
Facendo buon viso al cattivo gioco, mi reco al CUP e, dopo la solita attesa ed appena in tempo prima della chiusura, lo stesso sportellista del pagamento precedente mi informa che loro il rimborso lo effettuano solo lo stesso giorno del pagamento, per cui il rimborso me lo avrebbero concesso presso l’Economato, i cui uffici si trovano nella palazzina C.-
MI CHIEDO: gli addetti al laboratorio esami non dovevano essere a conoscenza di quanto dettomi dallo sportellista??-
Ancora una volta ingoio il rospo e, data l’ora tarda, me ne torno a casa senza i referti.-
Nel pomeriggio mi reco dal medico di famiglia, e, con mia grande sorpresa, nella bacheca vicino al portone d’ingresso, leggo che questo pomeriggio non avrebbe ricevuto e, se necessario, recarsi presso lo studio del Dr. Tommaso Mallia, il quale, dopo ben due ore di attesa, mi ha fatto la cortesia di rilasciarmi la ricetta con solo le due prescrizioni richieste.-
Mercoledì 17, verso le ore 08,30, mi reco all’Economato ed il Funzionario presente, al quale ho raccontato come sono andate le cose, con molta pazienza e professionalità mi ha rimborsato la somma totale della ricevuta (€ 25,38), in quanto non possono essere rimborsate somme parziali.-
Armatomi di tanta pazienza, mi reco al Cup dove almeno 150 persone aspettavano il loro turno.-
A questo punto non mi sono sentito di fare una così lunga coda e mi sono rivolto alla Dottoressa (chiedo scusa ma non mi ricordo il cognome) responsabile del CUP, la quale, avendomi visto fare le precedenti code e guardandomi il viso paonazzo e vedendomi ansimare, mi offre di entrare nella sua stanza, facendomi sedere ed usandomi l’enorme cortesia di farmi passare avanti agli altri, dando la ricetta ad una sportellista.
La signora esegue l’operazione e mi chiede di pagare la somma di € 37,42!!
Faccio notare che non era possibile che per tre prestazioni avevo pagato e ricevuto la somma di € 25.38, mentre per le due rimanenti dovevo esborsare € 37,42, per cui l’ho pregata di ricontrollare e vedere dove stava l’errore.
Non sto a descrivere con quali espressioni, gestualità e tonalità di voce mi ha risposto, forte anche dell’appoggio della vicina sportellista, per cui, tenendo anche conto delle altre persone che erano in attesa, ho pagato quanto richiesto, riservandomi di recarmi a reclamare da uno dei diversi Direttori Ospedalieri.
Pertanto mi sono recato presso la palazzina vicina all’ingresso dell’Ospedale, dove normalmente per un certo periodo aveva l’ufficio il Direttore Sanitario.
Al piano terra una gentile Signora mi ha informato che i vari Direttori si trovavano in altre palazzine, ma se avessi voluto, potevo rivolgermi al Coordinatore Amministrativo che si trovava al piano superiore.
Arrivato al primo piano (ancora una volta ansimante, sudato, adirato e quant’altro) chiedo del Coordinatore e si presenta la Dot/ssa Cigna con uno splendido sorriso e tutta la disponibilità possibile.-
Anche Lei, guardandomi in viso e vedendomi ansimare, mi offre una sedia con la disponibilità di un bicchiere d’acqua o di un caffè.-
Ho esposto tutto il Calvario fin qui subìto e La Dr/ssa prende in mano la documentazione per rendersi conto di cosa si trattava.-
Per farla breve, Ella nota che fra le due ricevute uno dei codici era diverso; per maggiore sicurezza fa un paio di telefonate per accertarsi cosa era stato refertato, imponendo di consegnarmi i referti “ SEQUESTRATI ” e chiede ad una collaboratrice l’ultimo elenco delle prestazioni con i relativi codici e prezzi.
Ancora una volta mi si chiede se mi sento male ed io le rispondo di soffrire per alcune patologie, particolarmente di fibrillazioni atriali, per cui rendendosi conto del mio stato e preoccupata per la mia salute, mi ha personalmente accompagnata al CUP e rivolgendosi alla sportellista di cui sopra (la quale ancora una volta insisteva che il suo operato era giusto) le ha spiegato che avrebbe dovuto lavorare sull’ultimo elenco delle prestazioni e soprattutto basarsi sui vari codici.-
Alla fine mi viene rilasciata una ricevuta di pagamento per € 19,24 che, assieme alla nuova ricetta, vado a consegnare al laboratorio delle analisi, ricevendo in cambio i referti “dissequestrati”
A questo punto, però, desidero spezzare una lancia a favore dei lavoratori e chiederLe , Sig. Commissario, se Lei è a conoscenza in quali ambienti lavorano, come e se vengono istruiti e, soprattutto, se esistono interscampi di notizie fra i vari settori.
Ci sarebbero tante altre cose da esprimere, tutta via mi limito ad informarLa che il sottoscritto di appena 77 anni soffre di diverse patologie, fra l’altro, per come sopra detto, di fibrillazioni atriali, per cui lascio a Lei di immaginare quale danno materiale e morale ho dovuto subìre, certamente non per colpa mia, per incuria e “ LAVAMANI ” di codesto Ospedale.
Chiedo a Lei un risarcimento o mi debbo rivolgere ad un Avvocato??

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