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Polveriera Rifiuti, sindacati in cerca di soluzioni

Redazione

Polveriera Rifiuti, sindacati in cerca di soluzioni

Lun, 27/05/2013 - 12:40

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CALTANISSETTA – La provincia di Caltanissetta, una polveriera rifiuti. La manifestazione di protesta che si è tenuta, pacificamente, questa mattina, davanti alla Prefettura è solo la miccia di un’emergenza non troppo latente. I lavoratori, netturbini e amministrativi ( che non sono più di una ventina per 15 comuni ndr) non hanno fatto sciopero selvaggio, ma un vero e proprio sciopero, cioè un’astensione programmata e con le scadenze che la legge prevede e che, costituzionalmente, tutela come diritto inviolabile del lavoratore. Questa volta non sono i circa 100 netturbini di Caltambiente, che lavorano nella città capoluogo, poiché un passaggio diretto di somme, dal Comune di Caltanissetta alla ditta che gestisce il servizio, ha consentito che vengano, almeno per ora, pagati con regolarità.  Ma quelli che raccolgono i rifiuti nei comuni della provincia e che sono alle dipendenze, non di una ditta esterna, ma dell’Ato Cl1 attendono lo stipendio che non arriva da circa due mesi e adesso quasi tre.  Dicevamo, la protesta di stamani, senza spazzatura per le strade, ha raccolto un nulla di fatto. Una delegazione di sindacalisti è stata accolta dal dirigente prefettizio, Domenico Fichera.  Ma i problemi per i circa 100 lavoratori restano e la difficoltà di garantire il sostentamento alle famiglie, pure. E dopo il sit in, hanno deciso di ritrovarsi nella sede della società, in via Salvo D’Acquisto per tentare altre vie. Sempre le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto al liquidatore due incontri: il primo con i sindaci dell’Ato. Già programmato per dopodomani  alle 11. Il secondo, inoltrato al Prefetto, con il quale i sindacati hanno sollecitato una convocazione, successiva a quella di mercoledì, sempre ai sindaci e per la prima volta anche alla Provincia di Caltanissetta. Intanto a San Cataldo da due giorni gli operai non svuotano i cassonetti a causa di un ritardo nel pagamento degli stipendi. E sebbene, come per Caltanissetta, il sindaco Raimondi, si sia impegnato a garantire un pagamento diretto, alcuni intralci legati all’erogazione bancaria delle somme, è già emergenza. In più, se nel Capoluogo la situazione emergenza si risolve in poche ore per il parco mezzi,  funzionante, di cui dispone Caltambiente, che consente una rapida eliminazione  della spazzatura, a San Cataldo, invece no. I mezzi sono dell’Ato e del Comune. Sono vecchi, sempre in riparazione e pure pochi. Insomma nulla di buono, mentre il sistema è già imploso. Da una parte ci sono i comuni che dicono di non avere somme a disposizione, dall’altra l’Ato che non gestisce più i proventi della riscossione, cioè non ha soldi perché non incassa più le bollette e, infine come candelina sulla torta, ci sono i decreti ingiuntivi che piovono come grandine sulla società d’ambito. E infine la Regione che non muove foglia. Pare infatti che abbia deciso di mettersi da parte, mentre sindaci e Ato si danno delle sberle a vuoto, facendo la lotta contro il nulla.

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