Salute

Miniere e tumori. Qual è il nesso? Modaffari chiede un consiglio straordinario

Redazione

Miniere e tumori. Qual è il nesso? Modaffari chiede un consiglio straordinario

Gio, 16/05/2013 - 17:25

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Chiede la convocazione di un consiglio comunale straordinario e urgente il consigliere di Riprendiamoci la Città Giampiero Modaffari dopo i dati emersi dal registro tumori secondo i quali i casi nel Vallone sarebbero in netto aumento anche rispetto al resto della provincia.

“Dal Registro dei tumori delle provincia nissena –  si legge nella nota di Giampiero Modaffari –  relativo al triennio 2007-2009 e
pubblicato qualche mese fa, siamo venuti a conoscenza che 3788 nuovi casi di tumori maligni hanno colpito la popolazione della nisseno, che i numeri sono superiori nella parte nord della nostra provincia e che S. Cataldo ed i Comuni del Vallone – nonostante non siano sede di industrie – superano di gran lunga il tristemente famoso comprensorio di Gela. Ad essi si aggiungono 31 casi di tumori infantili, che “rappresentano il 58% in più rispetto all’atteso” (R.Tumino, Registro tumori) I dati pubblicati nel Registro non rispecchiano per intero la dura realtà, poiché non si è tenuto conto di chi si è curato fuori, di chi non ha fatto in tempo a curarsi, di chi ha rifiutato di curarsi: i medici di famiglia, se consultati, avrebbero fatto lievitare la dimensione del fenomeno.
Né si è considerato il numero sempre crescente di quelle malattie, che non sono chiamate tumori, ma che sono invalidanti e mortali e che in misura inspiegabile si contano a migliaia nella nostra provincia: vedi la sclerosi multipla, la SLA, l’autismo.
Né è confortante la proiezione per il futuro: nello stesso Registro si è stimato un alto e significativo rischio di sviluppare tumori.
Alla ricerca dei motivi di questa elevata incidenza di cancro e di gravi diffuse patologie, si è voluto individuare la loro probabile causa nelle miniere dismesse che insistono nel nostro territorio. A 6 km da S. Cataldo c’è la miniera di Bosco- Palo.
Si era nella prima metà dell’800 quando si cominciò a cavare zolfo dal sottosuolo della Contrada Dragaito, distante poco più di 9 chilometri ad occidente in linea d’aria del nostro abitato, al cui territorio apparteneva ed appartiene amministrativamente. Dal Registro dei tumori delle provincia nissena, relativo al triennio 2007-2009 epubblicato qualche mese fa, siamo venuti a conoscenza che 3788 nuovi casi di tumorimaligni hanno colpito la popolazione della nisseno, che i numeri sono superiori nella partenord della nostra provincia e che S. Cataldo ed i Comuni del Vallone – nonostante non sianosede di industrie – superano di gran lunga il tristemente famoso comprensorio di Gela.Ad essi si aggiungono 31 casi di tumori infantili, che “rappresentano il 58% in piùrispetto all’atteso” (R.Tumino, Registro tumori)I dati pubblicati nel Registro non rispecchiano per intero la dura realtà, poiché non siè tenuto conto di chi si è curato fuori, di chi non ha fatto in tempo a curarsi, di chi harifiutato di curarsi: i medici di famiglia, se consultati, avrebbero fatto lievitare la dimensionedel fenomeno.Né si è considerato il numero sempre crescente di quelle malattie, che non sonochiamate tumori, ma che sono invalidanti e mortali e che in misura inspiegabile si contano amigliaia nella nostra provincia: vedi la sclerosi multipla, la SLA, l’autismo.Né è confortante la proiezione per il futuro: nello stesso Registro si è stimato un altoe significativo rischio di sviluppare tumori.Alla ricerca dei motivi di questa elevata incidenza di cancro e di gravi diffusepatologie, si è voluto individuare la loro probabile causa nelle miniere dismesse che insistono nel nostro territorio.  Non è peregrina infatti l’ipotesi che la miniera Bosco-Palo sia diventata una pattumiera di scorie. Ci sono testimonianze, esposti alla Magistratura, documenti di
trasporto, che sembrano dare certezza al traffico illecito di rifiuti pericolosi, speciali, ospedalieri e radioattivi provenienti da lontano. Lo stesso Presidente della Commissione regionale URPS per le miniere dismesse, dott. Giuseppe Regalbuto, afferma che le scorie stoccate a Pasquasia, di cui ha parlato il pentito Leonardo Messina al giudice Borsellino, venivano portate a Bosco.
Ed anche questa è storia nostra, come è compito nostro constatare che oltre ai paesi del Vallone anche S. Cataldo è ai primi posti nel Registro dei tumori per numero di malattie, prossimo ai dati del nord Italia, e per l’eccesso di rischio di sviluppare
tumori futuri. SOLO QUESTO AVREBBE DOVUTO DESTARE L’ALLARME IN TUTTE LE ISTITUZIONI COMUNALI. A quanto pare solo un folto gruppo di cittadini ha colto la gravità del problema: 35 associazioni, un geologo, un biologo ed un geometra di Serradifalco hanno sollevato da tempo il caso, hanno partecipato al Tavolo di regia del Camera di Commercio di CL e con cocciutaggine e costanza hanno chiesto l’intervento della Regione per verificare i timori manifestati. Il resoconto dell’ARPA (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) dei controlli effettuati nelle miniere di Bosco-Palo e nel lago Soprano evidenzia quantità significative di boro, poche tracce di amianto nell’aria ed assenza di radioattività. Sembrerebbe confortante. Ma i rilievi sono stati condotti in superficie ed in limitate aree e per questo i risultati non sono da ritenersi esaustivi. Le stesse Istituzioni, che hanno voluto o condotto le indagini, hanno affermato: “L’assenza di radioattività in superficie non fornisce certezze sull’assenza di materiale
radioattivo, che qualcuno presume sia stato depositato all’interno delle miniere” (ultimo rapporto ARPA 2012); “La maggiore incidenza delle malattie tumorali nella zona nord del Nisseno induce ad un approfondimento” (P.Cantaro, ex direttore generale
dell’ASP 2012); “Non bisogna abbassare il livello di guardia. E’ necessario tenere sotto osservazione i siti minerari che insistono nel nostro territorio” (Daquì, sindaco di Serradifalco 2013); “Si deve tempestivamente procedere alla bonifica” (ultimo rapporto ARPA)”

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