CALTANISSETTA – Si è riunito nei giorni scorsi il gruppo di analisi e progettazione voluto dal Presidente del Consorzio Universitario Prof. Emilio Giammusso per mettere in campo concrete azioni di rilancio del Consorzio stesso e per l’individuazione di ulteriori ambiti di formazione che possano costituire motivo di interesse per i giovani, rispondendo così ai bisogni del territorio.
Sottolineati i punti di maggiore interesse nel rilancio del Consorzio, dalla volontà di puntare a percorsi universitari di nicchia alla necessità di recuperare gli studenti transitati verso Enna e di attrarre nuovi studenti alla volontà di sviluppare progetti nuovi ed attività di ricerca. Del gruppo degli analisti esperti in progettazione nazionale ed internazionale fanno parte Dott.ssa Alessandra Russo, già direttore generale dell’Assessorato dell’Istruzione e formazione, Arch. Maurizio Taglialavoro, Dott.ssa Francesca Cerami, Dott.ssa Roberta Messina, Ing. Giammaria Russo, Ing. Massimo Plescia, Dott. Fulvio Miraglia, Dott. Maurizio Sapienza, Dott. Alessandro Narbone.
L’altra task force che i nuovi vertici del Consorzio metteranno in campo è il Comitato tecnico-scientifico, per il quale sono stati individuati come componenti Prof. Maurizio Carta, Pro Rettore Università di Palermo, Dott.ssa Patrizia Di Dio, Presidente nazionale del terziario donna di Confcommercio, Prof. Giovanni Pitruzzella, Presidente nazionale dell’authority Antitrust, Prof. Antonello Miranda, Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Palermo. Si pensa che gli sforzi congiunti dei due gruppi potranno essere in grado di individuare il panorama futuribile dei prossimi 10 anni, intercettando così utili fonti di finanziamento da incanalare verso il sostegno dello sviluppo scientifico/didattico dell’ateneo, che andrà potenziato con nuovi indirizzi da proporre al Consiglio Direttivo del Consorzio Universitario.
Le aree nelle quali potrebbero muoversi i nuovi corsi dovrebbero essere management di impresa, commercio estero, internazionalizzazione e legalità, green economy, scienze gastronomiche e scienze biomedicali. I nuovi corsi dovrebbero essere tutti aperti e non a numero chiuso. Il reperimento delle risorse dovrebbe avvenire attraverso progetti/sostegni pubblici e privati, questi ultimi da attrarre con risposte precise alle esigenze imprenditoriali del territorio.

