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Corte d’Appello di Caltanissetta. Confiscato un tesoro da 280 MLN al nisseno Piero Di Vincenzo

Redazione

Corte d’Appello di Caltanissetta. Confiscato un tesoro da 280 MLN al nisseno Piero Di Vincenzo

Gio, 25/10/2012 - 20:59

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CALTANISSETTA –  La Corte d’Appello di Caltanissetta ha confermato il maxi sequestro di beni all’imprenditore Pietro Di Vincenzo, ex presidente di Confindustria Caltanissetta, rigettando il ricorso presentato dai suoi legali. Con la confisca passera’ nelle mani dello Stato un tesoro da 280 milioni di euro, tra beni mobili, immobili e fette societarie d’imprese nel settore edile ed immobiliare. La confisca e’ scattata sull’onda lunga del coinvolgimento dell’ex presidente degli industriali nisseni in un’inchiesta romana su mafia e appalti, da cui ne e’ uscito con una condanna a un anno e otto mesi per concorso esterno in associazione mafiosa – rimediata con il rito abbreviato – poi cancellata dalla Corte d’Appello di Roma che lo ha assolto. Poi, le indagini curate dalla Direzione distrettuale antimafia nissena, suffragate dalle dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia, hanno fatto il resto. Cosi’ da determinare la confisca definitiva dell’impero finanziario dell’ex presidente dei costruttori siciliani ed ex presidente dell’Ance Sicilia e di Confindustria Caltanissetta.
A presiedere la Corte, il presidente Salvatore Cardinale (a latere Giannazzo e Occhipinti). Alcuni mesi fa, Di Vincenzo e’ stato condannato dal tribunale di Caltanissetta a 10 anni di reclusione per estorsione nei confronti dei suoi dipendenti.  “La decisione della Corte d’Appello – dice all’AGI il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari – dimostra che l’impianto accusatorio della procura ha retto. Apprendo questa decisione con notevole soddisfazione”.

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