Salute

Confindustria Sicilia: “La pubblica amministrazione non paga, stipendi a rischio”

Redazione

Confindustria Sicilia: “La pubblica amministrazione non paga, stipendi a rischio”

Dom, 30/10/2011 - 03:31

Condividi su:

Ivan Lo Bello, Presidente di Confindustria Sicilia

PALERMO – Ritardi di pagamenti alle imprese. Si rischia di non poter pagare gli stipendi ai dipendenti. “Le imprese non possono essere stritolate dalla morsa dei crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione e occorre mettere in atto ogni concreta iniziativa per mettere in condizione le aziende private che forniscono beni e servizi di
pagare correntemente le retribuzioni ai propri dipendenti. Il problema investe trasversalmente molti settori, dalla sanita’, all’edilizia, dal ciclo dei rifiuti ai piccoli fornitori di materiale di beni di consumo. Altrimenti si rischia grosso. Se si blocca il sistema, l’implosione e’ dietro l’angolo”, dice Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, preoccupato per la situazione dei ritardi di pagamenti alle imprese e per la crisi di liquidita’ che ha investito la Regione siciliana. “La maggior parte delle nostre aziende – aggiunge Barbara Cittadini, presidente di Aiop e vice presidente di

Barbara Cittadini

Confindustria Sicilia – che contano oltre 6.000 dipendenti, non ricevono i pagamenti per le prestazioni effettuate dallo scorso mese di marzo. Stiamo parlando di 130 milioni di euro e il sistema bancario non e’ piu’ in grado di confermare le linee di credito sotto la forma di anticipi su fatture. Perdurando tale situazione non saremo in grado a breve di pagare le retribuzioni alla maggior parte dei 6000 dipendenti del nostro settore.” Confindustria Sicilia sollecita il Governo della Regione e l’intero Parlamento siciliano ad acquisire piena consapevolezza della gravita’ della situazione e trovare soluzioni compatibili con la situazione finanziaria della regione. Altre regioni, come il Piemonte e le Marche soprattutto, sono intervenute con strumenti che permettono di pianificare temporalmente il pagamento dei debiti verso le imprese. Pertanto, si predisponga un piano finanziario che fissi tempi e modalita’ per pagare tali debiti, coinvolgendo le imprese e il sistema bancario. A tal riguardo va posto, ad esempio, un correttivo alla norma sulla certificazione dei crediti, stabilendo il termine massimo di pagamento del debito al fine di consentirne lo smobilizzo presso il sistema bancario attraverso la cessione del credito. Tutto cio’ va fatto urgentemente, con una seduta straordinaria dell’Aula, perche’ non c’e’ piu’ tempo

banner italpress istituzionale banner italpress tv