Scichilone (Udc): “Soppressione province solo fumo negli occhi”

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Il coordinatore provinciale Udc Aldo Scichilone

CALTANISSETTA – “Fumo negli occhi” la soppressione di trenta piccole province quando si decide di salvare quelle grandi. Così l’Udc nissena, in sintonia con gli organi nazionali e regionali del Partito, esprime il proprio giudizio decisamente negativo sulla nuova manovra finanziaria del governo nazionale che, oltre a colpire pesantemente i bilanci delle famiglie, il ceto medio ed i Comuni – che vedranno drasticamente abbattuti quei trasferimenti di risorse che sono essenziali per garantire i servizi, specialmente quelli assistenziali- pensa di tagliare i costi della politica abolendo alcune province.

Il coordinatore provinciale Aldo Scichilone e il presidente provinciale Antonio Gagliano sottolineano, infatti, in una nota a firma congiunta lo sbigottimento davanti ad una norma “che prevede la soppressione di alcune piccole province tra cui, in Sicilia, quelle di Caltanissetta ed Enna e così il sostanziale abbandono al loro destino di parti molto importanti del territorio nazionale e di centinaia di migliaia di cittadini i quali, dall’oggi al domani, rischiano di non fruire più nel loro territorio di presidi amministrativi quali Inps, Inail, Agenzia delle Entrate, Ispettorato del lavoro, Distretto Minerario, Genio Civile ed altro ancora, e di sicurezza – questura, Prefettura, Comandi provinciali delle forze di Polizia, in prospettiva Direzione e Procura Distrettuale Antimafia ed altro”.

Questo significherebbe, in territori in cui è ancora fortemente radicata la presenza delle organizzazioni criminali, rendere “estremamente difficoltosa la lotta alla mafia che, proprio in questi anni, ha registrato così importanti successi”.

“Se è pur vero – dicono il coordinatore Scichilone ed il presidente Gagliano – che tutte le province italiane, per come l’Udc a livello nazionale ha più volte denunciato, presentano aspetti di grave anacronismo istituzionale e spesso sono fonte di inefficienze (al riguardo non può tacersi che l’attuale amministrazione della nostra provincia costituisce un caso persino emblematico, con grave perdita di credibilità agli occhi dei cittadini, tanto che l’Udc ha preferito rimanere all’oposizione), è anche vero che l’azione riformatrice va rivolta a tutte le province, indipendentemente dalla loro grandezza, trasformandole in efficienti enti intermedi di secondo livello connotati dalla diretta partecipazione dei rappresentanti dei comuni che nella forma del libero consorzio gestiscano nel miglior modo i servizi e le strutture sovracomunali.

Sopprimere invece solo trenta piccole province e salvare le più grandi significa solo gettare fumo negli occhi, penalizzare ingiustamente i cittadini di quei territori, tradire tradizioni secolari, disperdere il patrimonio anche culturale rappresentato dalle piccole città “capoluogo” senza al contempo ottenere risultati in termini di spesa ed efficienza”.

Nella nota si sottolinea come l’Udc, a tutti i livelli, “è impegnata per dare finalmente attuazione alla previsione dello Statuto autonomistico siciliano con la effettiva istituzione dei liberi consorzi tra i comuni, quali appunto enti di secondo livello, attorno ad un capoluogo ed al cui governo partecipano direttamente i sindaci ed i rappresentanti dei comuni che vi aderiscono” e si evidenzia come sia ormai “necessario quindi affrontare l’attuale emergenza con un’iniziativa di proposta che risulti pragmatica e giuridicamente praticabile, invece che solo demagogica e populistica, e che deve vedere impegnate tutte le forze politiche per promuovere l’immediato esame avanti l’assemblea regionale del progetto di legge che prevede la riforma degli enti intermedi nel rispetto delle prerogative autonomistiche”.

Scichilone e Gagliano auspicano al riguardo “il massimo senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche, senza sterili contrapposizioni tra maggioranze ed opposizioni e, soprattutto, senza quei silenzi che nella nostra provincia hanno sin qui connotato l’atteggiamento di alcuni” ed annunciano che “in tal senso l’Udc si farà promotrice di un incontro tra tutte le forze politiche provinciali per concertare le azioni più opportune”.