San Michele e la Caltanissetta degli uomini, donne e bambini: una Città normale

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CALTANISSETTA – Potremmo fare un lungo elenco di richieste al nostro Santo Patrono.
Potremmo chiedere protezione, in una Città in cui ci sentiamo, da un po’ meno sicuri.
Potremmo rivolgergli una preghiera per alleviare l’angustia di quanti soffrono, esteriormente od interiormente.
Potremmo chiedere un occupazione per quanti non ne hanno, o magari di far si che i nostri figli non debbano necessariamente parlare quattro lingue per poter andare a lavorare chissa’ dove, come e chissà per chi.
Potremmo invocare il dono della sapienza nelle teste della classe politica ed il dono della misericordia nei cuori aridi della burocrazia;
Potremmo chiedere indulgenza per la nostra visione miope delle cose, ed aiuto per farci riacquistare la vista.
Potremmo chiedere soccorso per portare la croce di un’esistenza sempre meno soddisfacente ed il dono della comprensione per capire che, in fondo, rispetto alla Siria e ad Amatrice stiamo, in realtà trasportando una piuma.
Potremo chiedere il dono della forza, per quanti si battono ogni giorno per cercare di migliorare le cose contro il peggiore dei nemici: l’indifferenza, ed il dono dell’ospitalità per riceverla, ma soprattutto per offrirla, a nostra volta con il cuore aperto.
Potremmo chiedere e dire tante cose scontate o meno, ma una sola è essenziale.
Auguri di buona festa del Patrono, a tutti gli Uomini e Donne della Città.
E gridamu tutti “Evviva u principi San Micheli Arcangelu”

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